Meno nubi nel Cielo sopra Santoro

Cominciano a diradarsi le nubi nel Cielo sopra Santoro. Alla seconda uscita sul canale digitale di Sky in aggiunta alla multipiattaforma Servizio pubblico ha superato l’8 per cento di media, doppiando Piazzapulita di La7, fermatosi al 4,21 (ma ha perso dallo Speciale di TgCom24 trasmesso da Rete4). C’erano molte somiglianze tra i due programmi: oltre al naufragio della Costa Concordia come metafora dell’Italia, le liberalizzazioni e Beppe Grillo, in stereofonia. Ma la qualità pende dalla parte di Santoro. Il servizio girato da una filmaker che si è fatta assumere da una nave da crociera; la testimonianza di un veneziano che spiega le conseguenze del passaggio dei mostri del mare in laguna; l’intervista a Serge Latouche, teorico della «decrescita felice» sulle sorti dell’euro: sono pezzi di televisione forte alla maniera di Santoro. In studio, Benedetto Della Vedova, Alessandra Mussolini e Maurizio Landini della Fiom che snocciola concetti squadrati come mattoni. E poi Marco Travaglio che ripropone l’ultimo fondo del Fatto con l’aggiunta di un attacco a Formigoni. Ci si diverte sempre ad ascoltarlo, anche se ora le briglia sono troppo sciolte, lui troppo narciso e il tempo a disposizione troppo. Santoro sbotta: i politici non sono sotto le gru dei ferrovieri, non sono al Giglio, non sono dai forconi in Sicilia. Ma dove c...o sono?
Interessante l’audience di Cielo, canale in chiaro (al 26 del telecomando), potenzialmente alla pari di tutte le altre reti: 1,91 per cento. È più di ogni altro neocanale digitale (da Rai4 a Iris). Ma ancora poco per Santoro.