Meno poltrone più sgabei per far sedere i giovani

Caro Massimiliano, «meno poltrone e più sgabei», ancora una volta hai centrato la ricetta per ravvivare il PdL ligure. Seppur passata alla Lega, anche questa estate io mio sono recata a Fiumaretta alla festa azzurra, pardon del PdL (lapsus freudiano il mio) un’occasione che mi permette ogni anno di incontrare i vecchi amici e che non voglio perdere. Perché, hai ragione, chi non ha timore di mettersi in gioco tra piatti di ravioli e sgabei è già un vincente, almeno nei rapporti con la gente. Lo abbiamo detto e ridetto anche in campagna elettorale: via le giacche blu e peschiamo tra i nostri militanti, il figlio del fornaio, l’edicolante o il maestro elementare, perché chi esercita il proprio mestiere con passione, è già un gradino sopra agli altri. È la passione che collega la testa con il cuore. La politica sana, quella che si occupa dei piccoli problemi quotidiani non la insegnano in nessuna scuola, si impara sulla propria pelle attraverso la curiosità, il coraggio delle proprie azioni, la testardaggine e la determinazione, è una strada sempre in salita, piena di buche, dove cadi, ma ogni volta che ti rialzi, sei più forte. Però non devi montarti la testa, perché se tradisci la fiducia di chi ha creduto in te, ricadi nella polvere. Così io auspico che cresca la politica del PdL, spontanea come quella della Lega, dove gli anziani non hanno paura dell’avanzata dei giovani. Un accenno sul sen. Musso è d’obbligo, non lo conosco personalmente e il mio giudizio si basa unicamente su quanto di lui leggo sulle pagine del Giornale, dalle quali scaturisce un personaggio presuntuoso e politicamente scaltro, pronto a dire oggi ciò che domani ritratterà con stile. Comunque come candidato sindaco di Genova è già bruciato. C’è però una bella lista di nomi usciti dal «toto sindaco», ebbene una volta alla settimana, parlaci di ognuno di loro, facci un bel ritratto di Vinai, di Matteo Rosso, di Novi o di Raffaella Della Bianca, l’attivissima pasionaria.
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Caro Massimiliano, come osservatore della politica ligure e interessato lettore delle pagine locali del Giornale, constato che il quotidiano che ottimamente dirigi è l'unica opposizione razionale ai governi di Burlando, Vincenzi e Repetto. Il Pdl, dopo la vicenda Scajola, è avvitato su se stesso, prigioniero di rivalità interne, personalismi sterili, afasia propositiva. Nonostante il vostro pungolo, alimentato anche dall'iniziativa per far scegliere ai cittadini il «sindaco ideale», la possibilità che Genova e provincia si dirigano verso la riconferma del centrosinistra diventa ogni giorno che passa sempre più probabile. Gli unici segni di vitalità sembrano arrivare dai due leghisti al governo, Francesco Belsito e Sonia Viale, che hanno l'arduo compito di non far dimenticare la Liguria da progetti e destinazione di risorse da parte dell'esecutivo nazionale. Servirebbe una rivoluzione anche generazionale; occorrerebbe che chi finora è stato escluso dai procedimenti elettorali e decisionali si facesse avanti con forza, lanciando idee nuove e spazi partecipativi aperti, senza per forza nascondersi all' ombra dell' aspirante leader di turno. Nell'attesa di questo cambiamento virtuoso, a cui da imprenditore attento ai movimenti della società non mi spiacerebbe contribuire, continuerò a leggerti con piacere e convinzione.
Dott. Nicola Bisso - Genova