Meno sicurezza nei parchi: disarcionati i vigili a cavallo

Maurizio Ponzoni, assessore regionale alla Sicurezza, lo aveva detto qualche settimana fa: «Vedere un vigile a cavallo dà un senso di sicurezza a chi frequenta i parchi milanesi. Non si deve quindi eliminare questo corpo che rappresenta una delle eccellenze della città». E, al termine di un sopralluogo al maneggio che dal ’99 ha vinto i tre appalti per il servizio fornito al comando della polizia municipale (servizio che comprende, chissà perché, persino la scelta degli agenti, anch’essa demandata al maneggio, con un ulteriore aggravio di spese, ndr) aveva scritto al sindaco Letizia Moratti.
La verità è che, per come è stato svolto fino a oggi, questo servizio costa tanto, tantissimo, decisamente troppo per Palazzo Marino (720mila euro l’anno, quasi un miliardo e mezzo delle vecchie lire, non proprio due soldi). È per questo che, malgrado i tentativi della polizia municipale di contenere il danno, con tagli del 30-40 per cento del corpo a cavallo, il Comune non ha indetto la gara per rinnovare il servizio che, a fine anno dovrebbe cessare. Il condizionale è quanto mai d’obbligo, però, ora che l’altro Maurizio - Cadeo, assessore comunale all'Arredo, Decoro Urbano e Verde - ha (termine non fu mai così appropriato) «preso in mano le redini» della situazione.
«Sono disposto a finanziarli con il budget messo a disposizione al nostro assessorato, ma i vigili a cavallo non devono e non possono sparire - asserisce Cadeo -. Sono molto qualificanti per la città ed è una forma di polizia che si sposa molto bene con il verde: nei parchi, a Milano, accadono spesso fatti preoccupanti. Si tratta di luoghi dove, per loro stessa conformazione naturale, salvaguardare la sicurezza è prioritario. Ed è per questo che voglio sottoporre alla giunta il progetto che mi è stato portato da coloro che lo hanno pensato in tutti i dettagli, due vigili a cavallo, Roberto Magliano ed Enrico Mariolu. Un’idea nata dalla passione per il loro lavoro e con costi decisamente inferiori a quelli attuali. Costi che renderebbero assolutamente possibile l’esistenza di queste figure che ogni città europea importante si fregia di avere».
«Il progetto (bello e dettagliato, che i due ghisa hanno dedicato a un amico-collega morto, Massimo, ndr) è minimale - continua Cadeo -. Adesso i vigili a cavallo a Milano sono 16, secondo questa nuova idea dovrebbero diventare 20 con otto cavalli per i quali si parla di 4mila 500 euro mensili di costi, non di più. Significa passare da 720mila a 54mila euro all’anno. Una bella differenza, no?».
E intanto che lo dice, l’assessore mette anche la sua tra il migliaio di firme raccolte, affinché possa continuare il controllo dei parchi milanesi da parte del nucleo a cavallo della polizia municipale, dai due vigili ideatori del progetto.