Mense più care ma non per i bimbi nomadi

Per i bebè degli zingari anche l’iscrizione agli asili nido sarà del tutto gratuita

(...) della stessa percentuale per quelli appartenenti a famiglie meno abbienti.
Rischia di scatenare ancora polemiche, come accaduto in passato, la stangatina estiva sulla scuola e il rinnovo del provvedimento adottato dal Comune a favore dei nomadi.
«Presenteremo un'interpellanza sull'argomento - spiega il capogruppo comunale di An Aldo Praticò - ancora una volta la giunta di centrosinistra ha dimostrato di non avere rispetto per le famiglie genovesi privilegiando quelle dei nomadi. Ci sono tantissime persone in lista d'attesa per gli asili nido, così come per quelle di assegnazione delle case popolari e palazzo Tursi continua a privilegiare i nomadi senza tenere conto, come in quest'ultimo caso, delle polemiche e delle proteste scatenate l'anno scorso da moltissimi cittadini. Se i nomadi usufruiscono dei servizi devono pagare le tasse, dalla Tarsu ai biglietti del bus, come fanno tutti i genovesi».
«Non si tratta di privilegi - dice l'Assessore Sassano - ma di una maggiore equità nel sistema tariffario e garanzia degli interventi di diritto allo studio con l'attenzione dovuta alle famiglie in situazioni di disagio. Con il nuovo sistema introdotto dall'amministrazione comunale, avremo 7 fasce tariffarie contro le 4 degli anni precedenti. In questo modo si determina una più incisiva equità. Nell'ambito degli interventi previsti meritano una particolare attenzione quelli dedicati all'integrazione scolastica dei bambini e degli alunni disabili, a cui palazzo Tursi destina risorse, non soltanto in quanto compito istituzionale, ma soprattutto come finalità di garantire il diritto allo studio».
Il Comune si occupa di garantire una media di quattro milioni di pasti all'anno per gli scolari genovesi per 34mila utenti, di cui 12 mila usufruiscono di agevolazioni tariffarie e 6600 sono esenti. Per gli asili nido la quota di esenzione aumenta da 4985 euro di soglia Isee, indicatore situazione economica equivalente, a 5080 euro. Se le quote giorno e fissa mensile, in sostanza aumentano secondo gli indici Istat, quella del pasto diminuisce di soltanto dieci centesimi per la fascia di soglia Isee inferiore a 9592 euro, mentre le altre aumentano fino a 72 centesimi di euro a pasto.
Per le materne e le scuole elementari, dove i costi sono la maggior parte della sopesa del bilancio, la ridistribuzione delle quote è molto accentuata. Ci sono gli esenti, che retsnao i nomadi, minori inseriti in strutture e in affido famigliare, disabili e altri con reddito inferiore alla soglia Isee di 5080 euro, corrispondente a una famiglia con un solo figlio e un reddito annuo inferiore ai 15mila euro. Poi la quinta fascia ridotta, una famiglia con un solo figlio e un reddito annuo tra 15mila e 20mila euro, la quarta ridotta, un solo figlio e un reddito fra 25mila e 30mila euro, la terza ridotta, tra 32mila e 40mila euro, che pagheranno il ticket per il pasto con uno sconto di appena dieci centesimi. In totale queste quattro categorie rappresentano il sessanta per cento dei bambini. Il 27 per cento, cioè la seconda fascia ridotta, un solo figlio e reddito fra 40mila e 55mila euro, si vedrà aumentare la tariffa di otto centesimi, pari all'indice Istat. Per il restante otto per cento, cioè la prima fascia ridotta, un solo figlio e un reddito di 70mila euro, l'aumento è invece di 51 centesimi. Per il cinque per cento, quelli appartenenti alla fascia di quota ordinaria, un solo figlio e reddito di 80mila euro, la tariffa balza di 72 centesimi in su. Le quote annuali, per la fascia ordinaria e prima, seconda, terza, passa da quindici a diciotto euro.
«A sostegno del diritto allo studio per le famiglie - continua l'Assessore Sassano - nonostante il taglio del governo, il Comune è riuscito a trovare l'anno scorso oltre quattro milioni e centomila euro. Una cifra che riusciremo a replicare anche l'anno prossimo. Per quanto riguarda il servizio di ristorazione scolastica e la fornitura dei pasti le risorse comunali sono 21 milioni e 535mila euro, le entrate da utenza sono 12 milioni e 623mila euro, le risorse dallo stato 420mila euro, dalla regione 342mila euro. Il grado di copertura del servizio, cioè il rapporto tra entrate e spese, è pari al 62 per cento, il restante 38 per cento è assicurato dalle risorse comunali. Abbiamo anche pensato a migliorare e a confermare quei servizi di diritto allo studio che vanno dal trasporto scolastico alla fornitura dei libri di testo, borse di studio, assistenza specialistica».