Mense scolastiche in città: il vero scandalo sono i rom

Genova è l’unico Comune che ha stabilito che gli zingari mangino gratis senza alcuna certificazione

Mense scolastiche, il vero scandalo sono i rom. Quelli che a prescindere da tutto, mangiano a scuola gratis, senza nemmeno dover dichiarare dove vivono, né se i genitori hanno redditi di origine poco chiara. E si arriva al paradosso che qualora si trattasse di rom onesti che sono integrati nella società e che lavorano avendo un reddito, non pagherebbero comunque essendo rom.
Succede a Genova, unico Comune, fra quelli che abbiamo analizzato da Milano, a Roma, a Bologna, a Firenze, compresi quelli liguri (a proposito, ci scusino i lettori se, nell’articolo pubblicato ieri che faceva il confronto tra quanto costa la refezione scolastica c’è stato quel diavoletto di un refuso: nel sommario il costo a pasto di 4,88 euro relativo alla Spezia è stato erroneamente attribuito a Imperia, come era invece correttamente spiegato nel testo) dove si parla esplicitamente di un trattamento agevolato per i bambini rom.
Si tratta, sia chiaro, di un problema più teorico che pratico, visto che in ogni amministrazione che abbiamo analizzato chiunque denunci tramite Isee (nuovo codice di dichiarazione del reddito che consente di ottenere agevolazioni) di non avere reddito può ottenere il pasto gratuito per i figli che frequentano la scuola dell’obbligo. Siano famiglie italiane oppure di immigrati.
Ma a Genova, caso unico, ai rom non serve nemmeno presentare la documentazione prevista dalla legge per mangiare gratis. Diversamente da quanto devono fare i bambini extracomunitari e naturalmente gli italiani.
Rom gratis a scuola, ma non solo. I genovesi non hanno ancora digerito la sistemazione da parte del Comune dei rom di via dei Pescatori in case di edilizia residenziale pubblica, a scapito dei genovesi indigenti. E recentemente la sindaco, a seguito dell’allarme sociale suscitato dalla questione delle aggressione da parte dei rom e all’aumento della microcriminalità nelle zone dove sono più presenti i campi abusivi ha annunciato di voler trovare ai nomadi una sistemazione abitativa.
«Nessuno decide senza consultare i municipi e i cittadini, stiamo mettendo insieme una lista di edifici di proprietà diversa, abbandonati per le ragioni più diverse - ha detto la Vincenzi -. E non saranno solo a Cornigliano o a ponente, saranno ovunque: pensiamo a quindici-venti persone per edificio, non da ristrutturare ma almeno da rendere sicuro, non costituiscono un problema. Il problema sono i 300 che stanno senza nulla o quasi nella Mira Lanza; loro, insieme a Voltri e al Greto del Polcevera, sono l´emergenza». Un’emergenza che i genovesi conoscono bene.