Mense scolastiche, scatta l'operazione "cucine aperte"

Dopo le polemiche sulla qualità delle lasagne servite alla refezione la Milano Ristorazione invita tutti i genitori a visitare i centri che raccolgono i cibi e preparano i piatti

Camice sterile fin sotto il ginocchio, cuffietta bianca a raccogliere i capelli. Signore, il pranzo sta per essere servito ma intanto la cucina è aperta. A tutti. Stiamo parlando dei 29 centri che ogni giorno preparano i pasti destinati alla mensa scolastica. Qualcosa come due-tremila a cucina per un totale di 75mila. I genitori faranno i controllori, vedranno coi loro occhi dove arrivano i prodotti, come vengono conservati, chi li prepara e chi li confeziona. E ovviamente potranno assaggiarli. "Finora erano soltanto le mamme incaricate della commissione mensa a svolgere questo ruolo - spiega il presidente di Milano Ristorazione Michele Carruba - Ispezionavano, assaggiavano e annotavano le loro osservazioni. Con questa iniziativa abbiamo deciso di aprire le cucine a tutti. Così ciascuno potrà farsi un'idea senza farsi condizionare dai "sentito dire"". Carruba allude alle polemiche recenti sulla qualità delle lasagne e alle accuse che un gruppo di mamme - a suo dire influenzate da Rifondazione Comunista e da Italia dei valori - ha gettato sulla Milano Ristorazione. "Ad esempio raccontando che distribuiamo cibo scadente, che non facciamo i controlli e quant'altro - spiega Carruba - È stato detto perfino che usiamo l'olio motore per condire le pietanze, figurarsi se con tutti i controlli cui siamo sottoposti possiamo comportarci in questo modo". Per questo, per tranquillizzare le altre mamme, le cucine apriranno le porte. Le prime visite si svolgeranno dal 28 aprile su prenotazione ("indispensabile per motivi di igiene creare gruppi ristretti: si entra a otto per volta") al numero verde 800.710.980 (tasto 2) o inviando una mail a parliamo@milanoristorazione.it. Si parte il 28 con la cucina di via Dora Baltea, i turni, di un'ora ciascuno, saranno alle 9 e alle 10.30. Poi il 5 maggio aprirà quella di via Colleoni, il 12 quella in via Della Giustizia, il 19 quella di via Ucelli di Nemi e il 26 quella di via Ravenna. Da settembre tutte le altre. Tra qualche giorno verrà divulgato il risultato del referendum sulle lasagne.
Carruba ha anticipato che se i bambini dovessero bocciarle le depennerà dal menù. "In linea con quello che facciamo da sempre: ogni anno distribuiamo questionari a campione per conoscere i gusti dei bambini. Su ogni alimento ciascuno può esprimersi scegliendo fra sei giudizi che vanno da super buono a super cattivo. Nel 2008-09 abbiamo ritirato 58.818 questionari, i cibi considerati super buoni sono stati 22.592 (38,4 per cento) ma sommando anche i "veramente buono" e i "buono" si arriva a una fetta del 62,6 per cento". Carruba precisa che tutte le pietanze servite hanno un indice di gradimento del 62,6 per cento ("altrimenti le togliamo"), quelle bocciate sono in genere le verdure ("ma le lasciamo perché fanno bene, le diete sono studiate dai nutrizionisti in modo bilanciato. Di più con i laboratori del gusto insegniamo che una verdura può essere cucinata in molti modi, ciascuno sceglie quello che preferisce").