Mentana stoppa Ferrante: «A Matrix decido io»

L’ex ministro: «Gli chiederò di Malpensa». Il rivale: «È una presuntuosa»

Sabrina Cottone

«Farò le domande che voglio e non saranno le stesse per tutti e due. L’impegno e il privilegio di scegliere i temi toccherà a me...». Enrico Mentana, arbitro del confronto tra Letizia Moratti e Bruno Ferrante che sarà registrato oggi e andrà in onda venerdì in prima serata su Italia uno, assicura che Matrix sarà la stessa trasmissione di sempre, anche se non andrà in onda su Canale 5. «Non sarà un confronto all’americana, di quelli in cui si misura il tempo. Manterrò l’equilibrio, ma non con il cronometro» spiega il giornalista deciso a dare la sua impronta e il suo stile al faccia a faccia tra i candidati a sindaco di Milano. A differenza del solito mancherà il pubblico in sala, ma è la medesima regola che varrà per il confronto romano tra Walter Veltroni e Gianni Alemanno, che andrà in onda subito dopo: «Rispetto ai dibattiti tra leader nazionali, questi sono diversi perché non tutto il pubblico è direttamente interessato. E avendo in studio solo milanesi o romani rischiava di essere una specie di strapaese».
In attesa di registrare il confronto questo pomeriggio, i contendenti sono agguerriti e non si risparmiano sciabolate. Moratti ricorda i tira e molla del suo avversario dopo che lei aveva proposto di accettare l’invito di Mentana a Matrix e l’ex prefetto aveva risposto di voler valutare le condizioni. E sottolinea: «Io non ho chiesto alcuna condizione». Ferrante replica in modo duro: «Ancora una volta ha manifestato un atteggiamento che non mi stanco di definire presuntuoso e arrogante. La preferenza di Letizia Moratti verso un’emittente nazionale come Mediaset a dispetto di un'emittente locale è offensiva. Ho chiesto l’assenza dei rispettivi collaboratori per evitare quel penoso balletto di biglietti con suggerimenti da parte dello staff».
Il tema più caldo restano le infrastrutture, incluse quelle aeroportuali. Moratti accusa Ferrante di essere appiattito sulle logiche romane e di non voler difendere Malpensa: «Io ho preso una posizione precisa, chiedendo al presidente Prodi di salvare lo scalo, di fare in modo che sia rilanciato sempre più e che siano garantiti tutti i posti di lavoro. Non mi sembra, invece, che Ferrante abbia preso una posizione». In più, l’ex ministro si è detta pronta a collaborare con il presidente della Provincia, Filippo Penati: «Abbiamo impostato una piattaforma comune su vari temi come la Rai e i programmi per le mamme detenute. Lavoreremo insieme anche perché Malpensa venga rilanciata». La candidata della Cdl è tornata all’attacco su un altro dei suoi temi forti e cioè il rischio di stop alle infrastrutture: «Temo che sia bloccata la Tangenziale esterna. E anche sul corridoio cinque non ho ancora capito che intenzioni abbia l’Unione. La mia idea è sempre la stessa: le ritengo fondamentali».