La mente del piano e il capo della «cellula» amburghese

«L’ho decapitato con la mia mano destra benedetta» ha tranquillamente ammesso Khaled Sheikh Mohammed, parlando dell’orribile fine del giornalista Daniel Pearl sequestrato dai terroristi. Nato nel 1965 in Kuwait ha ammesso di essere stato lo stratega dell’11 settembre. Proprio Sheik Mohammed propose a Bin Laden alla fine degli anni 90 il piano dei dirottamenti simultanei. Sheikh Mohammed è il più noto tra i detenuti di cui è stata chiesta la condanna a morte. L’altro è lo yemenita Ramzi bin al Shibh, responsabile logistico della cellula dell’11 settembre. Il suo compito consisteva nel mantenere i contatti con i vertici di Al Qaida. Ad Amburgo ha vissuto con Mohammed Atta, il capo dei dirottatori, prima della partenza verso gli Usa. Proprio Ramzi ha aiutato i terroristi a trovare le scuole di volo negli Stati Uniti. Fu arrestato nel 2002 a Karachi. Tra i detenuti nel mirino anche Mohammed al Qahtani. Doveva essere il ventesimo dirottatore, gli fu negato il visto.