Mentre suo fratello prenota un posto nel Tour

Edoardo è «l'altra faccia della luna», ovvero l'altra metà della coppia più forte italiana. È infatti l'alternativa al fratello Francesco con il quale spartisce equamente il tifo golfistico italiano. Chi ha iniziato prima a mietere è difficile a dirsi, vero è che Edoardo ha raggiunto il tetto del golf amatoriale mondiale con quello splendido successo nell'US Amateur a Merion in quel fatidico 28 agosto 2005, primo europeo dopo 94 anni a vincere la gara per dilettanti più importante al mondo. Questa vittoria gli ha dato il diritto di partecipare a tre Major: Masters, U.S. Open e Open Championship. Nei primi due la tradizione vuole che il campione in carica giochi nei primi due giri con il campione US Amateur. Nel 2006 «defender» dei titoli era Tiger Woods. Ecco così realizzati più sogni di una vita in un botto solo: «Non c'è partita migliore al mondo, ogni golfista darebbe qualsiasi cosa per poter giocare con lui», ha dichiarato Edoardo. «Per me è stato il coronamento di una carriera da dilettante e l'avverarsi di un sogno».
Questa è stata un'esperienza indimenticabile come altre in carriera: la partecipazione al Verizon Heritage, un altro torneo professionistico del Tour americano, e poi i due successi nel Challenge prima di questo nel Piemonte Open che, scorrendo i risultati, potrebbe sembrare una passeggiata di salute. Il suo terzo titolo conquistato nel Challenge Tour è frutto di grande allenamento, di un'enorme forza di volontà e della capacità di saper soffrire (rara in Italia) che l'ha portato, lo scorso inverno, ad apportare grandi cambiamenti nel movimento con l'ausilio dei suoi due maestri Denis Pugh e Sergio Bertaina. Il grande lavoro svolto sullo swing è andato un po' a discapito dell'allenamento sul putting - lui che era stato soprannominato «Hot putter» dopo la vittoria negli Usa - ma che a Torino è tornato ai livelli di sempre dopo che nel BMW Italian Open di due settimane fa gli aveva lasciato un po' d'amaro in bocca.
Dodo è un giocatore molto regolare che non lascia mai nulla al caso e con questa vittoria ha confermato il suo valore e spera, nel brevissimo tempo, di ottenere altre due vittorie che potrebbero promuoverlo direttamente nell'European Tour assicurandogli l'esenzione per tutto il 2010. «Con il gioco lungo che ho espresso e puttando in maniera normale, come ho fatto, credo che sul Challenge io abbia ottime chance di vincere in ogni torneo. Cercherò di dimostrare al più presto di meritarmi la promozione». Le occasioni ci sono: da domani avrà la possibilità di tentare la scalata al tour maggiore con la gara in Belgio e quella della settimana successiva in Austria.