Il menu di Costa parte dalla base: «I dirigenti diano delle risposte»

«Abbiamo creato molte aspettative, ora dobbiamo dare un riscontro». È Beppe Costa, storico consigliere comunale di Forza Italia a Genova che interviene nel dibattito nato all’interno del partito cercando di mettere ordine alle cose, «ordine perché qui si sta facendo confusione sul nulla».
Un problema che nasce ai vertici proprio dopo un vittoria elettorale. Cosa bizzarra?
«No, qui sta il punto. Il problema nasce dalla base, perché dopo questa vittoria c’è bisogno di dare delle risposte alla gente che ci ha aiutato e votato».
Però rimane il fatto che, chi si «scanna» sono i dirigenti, non gli elettori.
«Mi auguro che questa vivace dialettica interna serva per ravvivare il partito e non sia una polemica strumentale fine a se stessa. Sia gli eletti, sia i dirigenti devono seguire una linea strategica comune».
Come si può lavorare per non fare gli errori della scorsa legislatura?
«Dobbiamo cercare di allargare la classe dirigente. Non possiamo fare in modo che chi è eletto si prenda troppe responsabilità. Sia chiaro, non è un problema di persone ma di ruoli che vanno distinti. Oggi dobbiamo dire grazie a Scajola, Scandroglio e Cassinelli che hanno consentito questa miracolosa vittoria».
Il partito sta compiendo un passo storico con il passaggio al Popolo delle libertà, questo potrebbe rappresentare un problema in più?
«Diciamo che un po’ di ansie ci sono e che il travaglio sarà piuttosto lungo. I passaggi andranno regolamentati con attenzione. Sappiamo che con Alleanza Nazionale c’è chiarezza di intenti su tutto».
Teme mal di pancia per la razionalizzazione delle poltrone?
«Indubbiamente ci saranno ma cercheremo di risolverli senza creare spaccature»