Meocci si autosospende e si mette in aspettativa

da Roma

Un periodo di aspettativa per Alfredo Meocci; i poteri del direttore generale rilevati dal Consiglio di amministrazione Rai e, per esso, il potere di firma al presidente Claudio Petruccioli.
È questo l’esito del Cda di viale Mazzini a conclusione di una lunga riunione, per la gran parte assorbita dalla vicenda di Meocci, una settimana fa dichiarato dall'Autorità garante nelle Comunicazioni incompatibile con la carica di direttore generale. Riunione cui Meocci non ha preso parte, per ovvie ragioni di opportunità. È stato lo stesso Meocci a suggerire la via d’uscita per i problemi provocati dalla decisione dell’AgCom. Pur potendo attendere fino al pronunciamento del Tar sul ricorso che i suoi legali presenteranno contro la decisione dell'Agcom, il dg ha deciso di mettersi subito in aspettativa, rinunciando allo stipendio. Il Consiglio di amministrazione ha unanimemente espresso a Meocci «il più vivo apprezzamento per il senso di responsabilità» e gli ha rinnovato «tutta la propria stima». Elogi anche dall’ex ministro Gasparri: «Una decisione coraggiosa che fa capire come il suo comportamento sia sempre stato rispettoso delle norme».
Toccherà dunque al Cda occuparsi anche delle incombenze proprie del dg, in attesa che l'intera vicenda abbia la parola fine e si pronunci il Tar del Lazio. In caso di sospensiva, la questione sulla direzione generale della Rai resterebbe aperta almeno fino al completamento dell'iter. In più c'è anche in piedi il ricorso della stessa azienda: l'AgCom le ha infatti inflitto una sanzione pecuniaria di ben 14 milioni di euro che a viale Mazzini non è stata affatto digerita bene.