VIA MERAVIGLI

Luci spente, serrande abbassate, graffiti sulle facciate d’epoca, ragnatele alle vetrine. No, non parliamo di un quartiere abbandonato ai margini della città, ma del biglietto da visita che la centralissima via Meravigli, a metà strada tra il Duomo e la Borsa, offre ai turisti che passeggiano di lì. Un vero peccato, perché di ragioni per imboccare il breve tratto che da via Dante conduce a corso Magenta e al «Cenacolo», per fare un esempio, ce ne sarebbero parecchie. Non solo le facciate liberty che costeggiano la tramvia, ma anche botteghe storiche e vetrine prestigiose che ora lanciano un grido di allarme, preoccupate per l’incuria di un luogo che in passato era un fiore all’occhiello del centro cittadino. «Sono arrivata qui cinquant’anni fa, ma in questa via sporca e deserta non mi riconosco più – lamenta Maria Carmela Battimelli, proprietaria del negozio di specialità dolciarie regionali di via Meravigli 14 -. Hanno chiuso la farmacia, la palestra, l’agenzia viaggi, la cartoleria, diversi negozi di abbigliamento, persino il bar della Galleria». Alcuni sono falliti, altri si sono arresi per la crisi, schiacciati dal peso di affitti insostenibili; così oggi la strada è un cimitero di tuguri vuoti e mal tenuti. «Nel nostro complesso, un gioiello architettonico di Gio Ponti, siamo rimasti solo noi e un paio di uffici. Per il resto è terra di nessuno, con vetrine sfitte che andrebbero almeno ripulite». «Paghiamo dai 400 ai 500 euro al mq, e in fondo alla via si arriva fino a 5.000 euro» spiega Filippo Altamura, della boutique Ilaria Folli. Prezzi che difficilmente si giustificano, vista la scarsa appetibilità della strada. «I problemi sono arrivati con Ecopass e la chiusura alle auto. Da allora non passa più nessuno: il sabato è come Ferragosto». A nulla sono valse le segnalazioni alla Camera di commercio – che pure ha una sede nella via – e al Comune. «Ci considerano commercianti di serie B» spiega Francesco Colacchio, titolare del bar Meravigli. «Da quando hanno chiuso il passaggio alle auto, i clienti sono diminuiti del 50%. Lavoriamo solo grazie agli uffici, che pure sono in calo. Del resto, chi è disposto a pagare quelle cifre per affittare uno spazio vecchio e da ristrutturare?». Si unisce al coro di proteste Patrizia Angelino di Ceretina, storico negozio aperto dal 1919 e famoso per l’assortimento di candele e articoli per la casa provenienti da ogni parte del mondo. «Qui gli acquisti vanno bene perché siamo un negozio specializzato, con esperienza. La nostra perplessità è l’incuria, l’abbandono. Dov’è finito il decoro urbano?». Se lo chiede anche Maria Grazia Manescalchi, proprietaria dell’elegante negozio di biancheria antica e moderna per la casa di via Meravigli 14, accanto al negozio di dolci. «Rimango per affezione, ma è più una spesa che un guadagno. Prima almeno passavano gli stranieri diretti a S. Maria delle Grazie: ora scappano perché la strada è fatiscente. Il mio negozio regge grazie al “pezzo” importante: la tovaglia antica, il corredo ricamato a mano, su misura, che i miei clienti sanno di trovare solo qui. Ma anche loro, che arrivano in taxi, sono i primi a lamentarsi della via». E l’appello va al sindaco Pisapia: «Vorremmo più attenzione. Sia al decoro sia all’illuminazione, che è carente anche sotto Natale. E chiediamo di aiutarci a rilanciare la zona con eventi, mercatini, feste di via, come accadeva una volta» propone Altamura. Ma anzitutto - sottolineano i commercianti – «chiediamo più ordine e pulizia. Per esempio obbligando i proprietari dei muri a tenere meglio le vetrine, per non invalidare anche le nostre».