Il mercante e i suoi telai: com'è fatto quel filo che diventa emozione

Dalla materia prima al lavoro di tintoria: così nasce l'anima di un vestito. Che ha una storia lunga 40 anni di Lineapiù, fondata da Giuliano Coppini e salvata da Alessandro Bastagli

«Il cuore batteva ancora, non c'è stato bisogno della respirazione bocca a bocca» dice Alessandro Bastagli parlando del salvataggio di Lineapiù, azienda fondata da Giuliano Coppini a Capalle, Firenze. «Era l'aprile del 2010 quando fui chiamato da Giuliano. Io sono sempre stato, per così dire un mercante e ho sempre visto il Gruppo Lineapiù come un colosso» racconta Bastagli, presidente della società A.Moda, una delle maggiori aziende toscane specializzate in sportswear e activewear, ma anche presidente e amministratore di Lineapiù Italia. «Quando sono andato a visitare i luoghi dove entra la materia prima ed esce il filo, mi è scattata un'emozione forte» confessa Bastagli che fa ripartire l'industria coinvolta in un concordato preventivo. «Fondai Lineapiù con l'obiettivo di creare filati innovativi se non addirittura esasperati» incalza Coppini che ama talmente tanto la sua creatura da continuare a seguirla anche nei momenti personali più difficili. «Nel 1975 emergevano Armani, Versace e tanti altri nomi che hanno fatto la storia della moda italiana. Abbiamo instaurato rapporti strettissimi con i più bravi, quelli che ci hanno fatto richieste incredibili e lanciato sfide continue: il nostro ufficio progettazione non conosce il no» ricorda Giuliano. La storia si dipana sul filo dell'emozione e non solo perché questo è il titolo di un libro celebrativo pubblicato in occasione dei recenti festeggiamenti dei 40 anni organizzati nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze con 400 invitati. Ma anche perché è chiara la stima reciproca fra i due imprenditori, generosi al punto da aver fatto passi importanti per salvare un'eccellenza italiana da 42 milioni di euro di fatturato. Nel volume Yarns, Lineapiù Italia, 40 anni di emozioni , curato da Nemo Monti e illustrato dalle foto di Massimo Listri, si possono ammirare immagini scattate nell'archivio storico di Lineapiù, un vero scrigno della memoria: oltre 5mila filati, 36.800 teli in maglia, 1.600 tra abiti, accessori, arazzi e allestimenti in maglia, 9mila immagini fotografiche e 1.200 volumi tra moda, arte, grafica e fotografia. Coppini racconta del suo primo incontro con un giovane Armani: «Gli mostrai la collezione, rimase sbalordito e cominciò a ordinarmi metri e metri… io garbatamente gli feci notare che i filati si vendono a chili!», sorride citando il sodalizio con un altro grande stilista, Azzedine Alaïa. «Con lui sono nati prodotti eccezionali: voleva lavorare il filo come fosse un tessuto, noi lo abbiamo elasticizzato e reso compatto.

È stato il primo a utilizzare la viscosa» sottolinea Coppini. Del resto il segreto del successo dell'azienda toscana sta non solo nella spiccata capacità creativa ma nel suo straordinario servizio. «Possiamo fare 60 colori in 4 giorni, senza un errore. Nella nostra tintoria lavorano veri e propri alchimisti» spiega Bastagli illustrando una struttura con impianti di proprietà per filatura, tintoria, roccatura, torcitura. Non a caso Lineapiù ha firmato molte novità rivoluzionarie del comparto della maglieria: nel 1987 nacque il primo filato 100% viscosa, nel 1990 fu la volta del primo filato antistress chiamato Relax con una percentuale di carbonio al suo interno e poi agli inizi del 2000 arrivò il filo d'aria, vuoto dentro, che, leggero e vaporoso, protegge dagli sbalzi termici. Ora, in occasione del quarantennale, ecco il filo «Oro», un sottilissimo tubolare di lana merinos extrafine, impreziosito dall'inserimento di un filamento d'oro puro 24 carati. Insomma tutto è oro ciò che luccica quando si parla di grandi uomini e grandi imprese.