UN «MERCANTE» SADICO E INGEGNOSO

Prima o dopo qualche concorrente di quiz o di giochi a premi, per lo stress delle domande e delle possibili forti vincite, avrà un infarto. Sempre più spesso si presentano in gara, complice il crescente costo della vita e le ingolosenti somme a disposizione, persone sempre meno disposte a scherzare sull'accoglienza che potrebbero ricevere dalla moglie, al ritorno a casa, nell'eventualità di una risposta sbagliata o di una brutta figura. Ora è facile vederle soffrire e sudare, e disperarsi, e magari piangere come è capitato l'altra sera a un concorrente del Mercante in fiera (Italia Uno, ore 20,10) che sembrava sull'orlo di una crisi depressiva al pensiero dei soldi che stavano sfumando. Hai voglia a chiamare ancora i game show con l'innocente appellativo di «giochi». Vi gareggia gente abituata a confessare (e se non lo facesse verrebbe tradita dalla tensione del volto) che spera di raggranellare quanto basta «per sistemare finalmente la casa», «per regalare dopo anni una vacanza alla famiglia». Chi è davanti al video vorrebbe continuare a divertirsi, guardando questi «giochi», ma non è aiutato dalla consapevolezza che stanno diventando l'ultima spiaggia economica di un numero sempre maggiore di concorrenti. A proposito di divertimento, Pino Insegno che conduce Mercante in fiera fa tutto il poco che può per cercare di tenere su la compagnia, ma non è aiutato dalla formula di un gioco che trasforma il conduttore in un sadico e mellifluo imbonitore, che conoscendo in anticipo quali sono le carte vincenti o perdenti le offre ai concorrenti invitando a fidarsi, a dargli retta, ad accettare scambi di carte o buonuscite in denaro. In pratica, per copione, è costretto a rifilare ai giocatori più fregature che altro. Almeno ad Affari tuoi la parte di chi è chiamato o stabilire il prezzo di un'offerta economica è affidata a un tizio senza voce né volto, che dall'altro capo del telefono stabilisce la cifra da proporre al concorrente per farlo desistere dalla sfida. Qui invece questo «lavoro sporco» è sulle spalle del conduttore, e l'incombenza non è delle più simpatiche. Per cercare di recuperare quella simpatia che la formula del programma non consente, Insegno sceglie allora la strada dei doppi sensi, che alcune carte del Mercante in fiera favoriscono con generosità, consentendo al conduttore l'irrefrenabile ebrezza di proporre al concorrente Piero «di scambiare il suo somaro con le pere di Maria», o a Maria di «accettare 1000 euro per avere in cambio l'uccello di Piero». Di vincite consistenti finora non se ne vedono molte ma di carte sulle quali esercitare il vecchio spirito dell'avanspettacolo ne fioccano tante, a volontà.