Mercanti in fiera a Parma, dieci giorni di collezionismo

Spunta sempre un pretesto per recarsi a Parma, a volta uno se lo inventa e in altre se lo ritrova servito sotto gli occhi come accade in queste fine-settimana. Ieri ha infatti avuto inizio «Mercanteinfiera Primavera», edizione numero 16 che avrà termine domenica 7 marzo. Si tratta di due giornate, due con oggi, dedicate agli operatori del settore nel segno di modernariato, antichità e collezionismo, domani, sabato 27, la classica apertura al pubblico (biglietto a 10 ), dalle 10 del mattino alle 7 della sera, info 0521.996328, fiereparma.it. Il tutto nell’area fieristica che sorge accanto alla Milano-Bologna e al casello di Parma, comoda da raggiungere.
Mercanteinfiera è la più importante rassegna antiquariale d’Europa. Per capirlo basta un dato, quello inerente agli espositori: quest’anno superano le millecento unità, una enormità sparpagliata in tre padiglioni dell’area fieristica fino a occupare una superficie totale di 45mila metri quadri. In mostra, ma anche in vendita, migliaia e migliaia di oggetti di ogni gusto, dimensione e genere dagli arredi ai arredi, dai dipinti alle ceramiche, gli argenti, i tappeti e i bijoux, cappelli e vestiti, il nuovo, il mezzo moderno e mezzo vecchio fino all’antico per arrivare a comporre un collage di colori, forme e sapienze. E non è poco in un momento dominato da profonde incertezze economiche, che hanno inciso sui numeri di questa edizione che proprio per questo può essere vista come un momento di ripartenza con il meglio, con chi ha saputo tenere duro e lavorare e guardare avanti.
I visitatori coprono l’iride umano perché ai semplici curiosi che vogliono regalarsi una giornata diversa e ai privati che desiderano regalarsi un bell’oggetto per il più disparato dei motivi, rinfrescare casa propria, arredare la casa al mare, fare un regalo all’amico che si sposa, si aggiungono gli addetti ai lavori come i grandi collezionisti, gli architetti e i designer, gli scenografi e i buyers delle più importanti case d’aste d’Europa come dei negozi d’arte di Francia, Germania e Inghilterra. E il nome della mostramercato, Mercanteinfiera, è un chiaro riferimento al gioco delle carte nel quale tutti i segni sono in vendita fino a formare un giro d’affari di svariati milioni di euro.
Nell’universo della rassegna sono presenti tutti i generi di collezionismo, da quello storico a quello d’avanguardia, tutto in continua evoluzione perché gli anni Settanta oggi vengono visto con altri occhi rispetto alle prime edizioni, quando erano ancora troppo vicini per diventare oggetto di culto. C’è di tutto a Parma e così può capitare che, vicino a oggetti antichi di fine Settecento, che sono in tutto e per tutto autentici pezzi d’arte, sono messe in bella mostra collezioni inedite che vanno dagli anni Cinquanta agli anni Settanta e che spaziano dagli arredi ai dipinti, dai libri ai dischi in vinile, dagli orologi alle penne. È un susseguirsi di argenti pregiati, gioielli, vetri, pizzi, tessuti: ha diritto di cittadinanza tutto quanto concorre a fare revival.
E poi ci sono i momenti speciali come nel padiglione numero 3 il cosiddetto Esperto risponde, un pool di periti a disposizione dei visitatori dalle 10 alle 18 per esaminare e dare un parere su oggetti e opere esposte oppure già in possesso dei visitatori che però non sanno bene valutarle. E poi le due mostre collaterali a iniziare da Decorare il legno, «L'arte dell'intarsio a Rolo dal Settecento al primo Novecento», a cura del Museo della Tarsia di Rolo (Reggio Emilia). Potrà essere ammirato un pezzo unico che ha come protagonisti la principessa Sissi e la famiglia imperiale austriaca, esposto con altri mobili rappresentativi dei diversi arredi intarsiati. L'altra mostra è dedicata invece all’architetto e designer Alessandro Mendini e alla sua Poltrona Proust, un progetto espositivo ideato dall'architetto Laura Villani, che ha per tema generale il design nelle varie e molteplici declinazioni, attraverso la presentazione di un unico oggetto artistico, centro fisico e mentale della mostra, la celeberrima Poltrona Proust, una storia che ebbe inizio nel 1976 quando Mendini visitò i luoghi vissuti da Proust.