Mercantile italiano sequestrato dai pirati

Un mercantile italiano, che trasporta gasolio, è stato sequestrato mentre navigava nel golfo della Nigeria. La nave appartiene a una società armatrice di Napoli. I ventitrè uomini dell’equipaggio, composto da 20 filippini, il comandante di nazionalità rumena e due italiani (il primo ufficiale ed un allievo ufficiale) sono stati sequestrati da tre pirati che sono riusciti a salire a bordo del mercantile.
Secondo le prime informazioni, due pattuglie sarebbero subito state inviate nel golfo della Nigeria per soccorrere il mercantile in ostaggio. Lo ha reso noto Maxime Ahoyo, comandante della forza navale del Benin, aggiungendo di aver ricevuto un segnale d'allarme nella notte. Al momento non si conoscono ancora i dettagli, e non si è ancora capito come hanno fatto i pirati a prendere il controllo del mercantile.
L'Unità di crisi della Farnesina è in contatto con la società armatrice e sta seguendo la vicenda insieme con il comando generale delle Capitanerie di porto. Lo riferiscono fonti del ministero degli Esteri.
L’allarme, lanciato attraverso un sistema automatico «Sas», è stato ricevuto intorno alle 2 e 40 dal Comando generale delle capitanerie di porto. Il nome del mercantile, l’«Rbd Anema e Core» della compagnia armatrice Rbd Armatori Spa di Torre del Greco (Napoli), è stato sequestrato mentre navigava a circa 23 miglia a sud di Cotonou, nella Repubblica del Benin, nel golfo della Nigeria. L'allarme è stato confermato anche dall'ufficiale addetto alla sicurezza della compagnia armatrice. Secondo un comunicato del centro antipirateria di Kuala Lumpur dell'Ufficio marittimo internazionale (Imb) diffuso questo mese, una serie di attacchi violenti e ben organizzati ha colpito la costa dell'Africa occidentale negli ultimi mesi. Dodici navi sono state attaccate al largo del Benin da marzo in un'area che l'anno scorso era stata liberata dai pirati.
Il sindaco di Torre del Greco parla di «provvedimenti e sinergie di intenti a livello internazionale» affinchè siano garantite «maggiori sicurezze per i tanti marittimi impegnati in lavori duri e lontani dai propri cari».