Mercati aperti, l’Italia rischia di implodere

Nel prossimo anno 2008 si apriranno tutti i mercati, cioè avremo la liberalizzazione dei mercati internazionali. Come reagirà l’Europa e l’Italia in particolare, all’invasione dei prodotti cinesi e dei Paesi asiatici? L’America sicuramente non avrà problemi, perché con il suo dollaro debole potrà incrementare le sue esportazioni in Europa e nell’Asia. L’Europa invece con l’euro forte e la miopia dei banchieri e dei politici, si troverà tra due fuochi: da una parte l’invasione islamica, dall’altra un mercato rigido che sarà preso d’assalto dalle merci e dai prodotti a basso costo. Tutto ciò provocherà in cascata l’esodo più massiccio delle aziende europee (italiane comprese) in cerca di mercati più economici fiscalmente e burocraticamente. E l’Italia? Con il governo Prodi, malauguratamente ancora in vita, l’Italia imploderà sui problemi della legalità-sicurezza e della fiscalità, cioè caos, caos e ancora caos. Se non si ricorrerà subito ai ripari l’euro forte penalizzerà il nostro Paese sia nell’esportazione che nei consumi. Inoltre, un ulteriore inasprimento fiscale (già previsto dal governo Prodi, es. tassazione dal 12 al 20% delle rendite finanziarie) e l’aumento dei tassi di interesse sui mutui delle case, porterà ad un impoverimento ancora maggiore del Paese. Se a tutto ciò si aggiungerà l’instabilità politico-militare dell’area mediorientale (Libano compreso), la questione nucleare dell’Iran e il continuo aumento del prezzo del petrolio (forse nei prossimi tre anni potrà raggiungere e superare i 100 dollari al barile) allora fosche nubi si addenseranno nel prossimo futuro.