Mercati che fare

Questa è la stagione dei tassi negativi ed è diventato sempre più complicato ottenere remunerazione per i risparmi. Come li investiamo? Un aspetto è chiaro: gli strumenti utilizzati dagli italiani negli ultimi 40 anni, i titoli di Stato, non sono più una strada percorribile e bisogna guardare altrove. Ma dov'è? Molti suggeriscono che per ottenere rendimento, bisogna rischiare di più, magari in borsa. Ma si può gestire il risparmio pensando di rischiarlo? Non credo e non lo credono gli italiani che puntano prima alla sicurezza e poi al rendimento, ma così facendo lo perdono. Allora cosa fare? Tanti guardano al risparmio gestito, parlano di diversificazione e specializzazione, molti spiegano che solo tramite i fondi comuni si ottengono risultati. Fanno però da contraltare i detrattori di questo settore. Quelli che puntano il dito sulle commissioni di sottoscrizione, di gestione e di performance, che peserebbero sulle tasche dei risparmiatori anche quando i rendimenti attesi non arrivano o quando, addirittura, l'andamento del mercato finisce per erodere anche il capitale. Allora cosa fare? Innanzitutto bisogna cambiare l'approccio. Dal «cosa fare» bisogna passare al «perché lo faccio»: più che un prodotto, bisogna scegliere un piano d'investimento e dev'essere quello più adatto a ciascuno di noi. E poi il piano va seguirlo. Negli anni dal 1977 al 1990 il Fidelity Magellan Fund, gestito da Peter Lynch, ha reso il 29% all'anno. Mille dollari investiti nel '77 sarebbero diventati 28mila nel 90. Ebbene il 50% dei sottoscrittori di questo fondo non solo non hanno guadagnato, ma hanno perso denaro. Perché? Vittime della loro emotività sono usciti ed entrati nel fondo quando non avrebbero dovuto. È una questione di prodotto? Di commissioni o di qualità del gestore? O invece di come detenere i giusti comportamenti? «Intelligenti pauca». Di questo si parlerà a Mercati Che Fare in onda domenica alle 14.00 su TgCom24.

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