Mercati rionali, un «rito» da rimodernare

È il momento di fare una riflessione pacata sull'intero sistema milanese dei mercati rionali, partendo dalla premessa che essi sono nati per essere al servizio dei cittadini. I problemi gravi, diversi e annosi che creano in zone vitali della città come viale Papiniano o via Benedetto Marcello e i sempre più frequenti conflitti fra gli abitanti dei quartieri interessati e gli ambulanti mostrano ormai da tempo che non si tratta di questo o quel mercato ma che il problema è di carattere generale. So benissimo che stiamo parlando di interessi forti e che la categoria degli ambulanti si difende fin troppo efficacemente, ma i problemi esistono comunque. Il disagio bisettimanale (ma ha ancora senso occupare un strada di grande scorrimento due giorni alla settimana?), il cambio delle abitudini d'acquisto con l'arrivo della grande distribuzione, l'igiene precaria, la presenza crescente degli abusivi che, come abbiamo visto, spesso si «approvvigionano» illegalmente all'Ortomercato: tutti questi sono solo alcuni dei problemi che il sistema attuale dei mercati rionali crea. Un sistema concepito decine di anni fa, quando il traffico automobilistico non esisteva, la composizione sociale e l'assetto urbanistico della città, i consumi e la rete della distribuzione erano incomparabilmente diversi. Non si tratta, ovviamente, di lasciare sul lastrico centinaia di famiglie degli ambulanti ma di farli lavorare meglio, di riesaminare la validità di un sistema vecchio e inadeguato alla città di oggi per renderlo più funzionale. Cominciando dalla scelta delle giornate e delle aree interessate, dalle norme igieniche e dalla sicurezza. Col consenso di tutte le parti. Vanno tanto di moda i «tavoli», spesso inutili e pletorici: uno sull'ammodernamento del sistema dei mercati rionali sarebbe utilissimo.