Il mercato di Bolzaneto si esibisce a Berlino

nostro inviato a Berlino
L’esigenza primaria era quella di trasferire il mercato ortofrutticolo di corso Sardegna, inadeguato (a dir poco) alle esigenze degli operatori del settore, realizzando una nuova struttura che fosse particolarmente funzionale e opportunamente decentrata. Ma la configurazione che assumerà, entro il 30 giugno, il mercato di Bolzaneto è ben più ambiziosa di un semplice trasloco: lo hanno sottolineato i responsabili, ai vari livelli, del progetto e i rappresentanti degli «utenti», in particolare i grossisti, che hanno partecipato a «Fruit Logistica», la più importante rassegna espositiva del comparto ortofrutticolo a livello mondiale in corso in questi giorni nella capitale tedesca.
Fra gli ampi spazi dedicati all’Oriente esotico e quelli conquistati dalle colture emergenti - le proposte dei palestinesi di Gaza, la riscoperta vocazione di Macedonia e Serbia, le opportunità offerte da alcuni Paesi africani, finora considerati minori, ma dotati di grandi potenzialità - si è ritagliato uno spazio significativo il padiglione italiano, nell’ambito del quale Francesco Oddone, amministratore unico della Scm-Società costruzione mercati (14 milioni e mezzo di capitale pubblico, 95 per cento Spim, 5 per cento Sviluppo Genova), e Ottavio Guala, presidente nazionale di Federagro-Confcommercio hanno spiegato le caratteristiche e i numeri del progetto di prossima inaugurazione: 24mila metri quadrati dedicati alla vera e propria «piastra mercato» (stand e uffici) e 7mila riservati alla «piattaforma logistica», 58 operatori, fino a 500 parcheggi per auto, 70 accosti per Tir oltre a ulteriori spazi attigui a disposizione dei mezzi, per la «sosta lunga». Il costo dell’opera (realizzata dall’associazione temporanea di imprese che ha Cogel come capogruppo) ammonta complessivamente a 26 milioni di euro, ricavati per metà da risorse pubbliche e per l’altra metà da un mutuo della Carige. In prospettiva - ha sottolineato l’assessore comunale Mario Margini, presente a Berlino con il presidente della Camera di commercio e dell’Ascom Paolo Odone, e al rappresentante dei grossisti genovesi Gianni Ratto - c’è l’acquisizione dalle Ferrovie di altri 1500 metri quadrati per installarvi un capannone dedicato al «freddo» (cioè a frigoriferi che consentirebbero maggiori opportunità di conservazione e manipolazione delle merci in transito), e di 700 metri quadrati da adibire a officina. Tutt’intorno, infrastrutture ferroviarie e stradali che rappresentano l’indispensabile corredo logistico di un impianto studiato per soddisfare le moderne esigenze del comparto.
Se ne compiace, infatti, immediatamente il Clerici Logistic Group, che ha preso parte a «Fruit» con uno stand coordinato con l’Autorità portuale. In particolare, Alfonso Clerici, terminalista, gestore del Terminal frutta nel porto di Genova, abituato «storicamente» e per convinzione personale a ragionare in termini di globalizzazione dei mercati, ha indicato nell’ortofrutta un mercato competitivo e in grande sviluppo che necessita di operatori e strutture all’avanguardia. Immediato il riscontro di Margini che sta per sottoporre al consiglio comunale la procedura per individuare la società di gestione del mercato di Bolzaneto, in vista dell’avvio vero e proprio dell’operatività del complesso e dell’auspicabile coinvolgimento di soggetti imprenditoriali privati. «Pensiamo a società distinte, una per la piastra, l’altra per la piattaforma - precisa l’assessore comunale - a partecipazione pubblico-privata. Non faremo comunque della gestione pubblica o privata un tabù, e in ogni caso auspichiamo la partecipazione, ai vari livelli, degli operatori, compresi i grossisti e, perché no?, i dettaglianti e gli stessi cittadini. L’importante - conclude Margini - è che la struttura funzioni, dobbiamo farla rendere al massimo. Anche per questo, apriremo un dibattito quanto più ampio possibile».
Soddisfatto anche Paolo Odone, secondo cui c’è la ragionevole fiducia che il nuovo mercato porti, «con una maggiore efficienza, all’abbassamento dei costi. Finora, portare merci a Genova costava tanto. La collaborazione instaurata fra Comune, società incaricata della realizzazione e operatori privati può e deve dare ottimi frutti».
Nel frattempo, si sta disegnando anche la futura destinazione di «quel che resterà» in corso Sardegna: dopo una serie di progetti bellissimi, ma sostanzialmente irrealizzabili avanzati in passato - parco ludico e culturale, recupero funzionale di alcune strutture di importanza monumentale, sale multiuso, biblioteche, teatri... - si sta valutando l’ipotesi di un progetto che prevede di ospitare funzioni artigianali e commerciali, accanto a una residenza per studenti e a sale multiuso a disposizione di attività di quartiere, anche in coerenza con la posizione (meno di 300 metri di distanza dalla stazione della metropolitana). Ora l’attenzione, dopo l’«investitura» internazionale di Berlino, è tutta rivolta al taglio del nastro a Bolzaneto. Margini promette solennemente: «Non ci saranno ritardi nella consegna». Rispettare la promessa è un dovere. Anche per non perdere l’ennesimo treno dello sviluppo.