Il «mercato del debito» va aperto alle Pmi

di Su il Giornale del 17 giugno, Fabio Garini, presidente di Fidicom1978, così esortava in un articolo dove proponeva una revisione della Legge 13-1-94, n.43 «Disciplina delle cambiali finanziarie». L’articolo mi ha colpito per l’esortazione diretta, a che il legislatore prendesse coscienza di un problema, quello dell’accesso al credito, che per le Pmi sta diventando dramma.
Fuori dalla retorica sulle Pmi, vorrei solo citare una frase del presidente Luigi Einaudi che non dovremmo mai dimenticare, «... migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. È la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di denaro. Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, abbellire le sedi, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno.
Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie e investono i loro capitali per ritrarre spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi».
«Migliaia, milioni di individui...», è straordinaria la potenza di queste prime parole, è l’immagine di un popolo che realizza i suoi obiettivi superando ogni ostacolo, che vede nella ricchezza e nel successo non un fine, ma il mezzo per realizzare se stesso nel suo contesto sociale, investendo sull’innovazione, creando occupazione e realizzando la ricchezza della nazione.
Di questo spirito la politica deve farsi interprete, rimuovendo gli ostacoli, gli inceppi, le molestie e creando le condizioni per una competizione corretta.
La proposta di revisione della Legge 43 mi ha colpito anche per la coincidenza con i lavori svolti nella commissione Finanze della Camera dei deputati, che io presiedo, in riferimento all’indagine preliminare sul mercato degli strumenti finanziari. L’attenzione della Commissione è stata rivolta ad analizzare gli strumenti di accesso al credito, sotto forma di indebitamento o di equity, per le Pmi, liberandole, almeno in parte, da quello che il presidente della Consob, in audizione, ha definito «bancocentrismo» e che il dottor Garini ha ripreso nel suo intervento.
La relazione finale non è ancora pronta e non è stata votata, ma i lavori in Commissione hanno fornito indirizzi precisi, sulla necessità di creare un mercato, che grazie a semplificazioni regolatorie e opportuni incentivi fiscali rivolti agli investitori, sia idoneo ad accogliere le Pmi, dotandole di una capitalizzazione opportuna.
Si dovranno determinare le condizioni perché le Pmi possano accedere al «mercato del debito», costruendo strumenti in grado di convogliare parte della straordinaria massa del risparmio degli italiani, verso impieghi capaci di generare innovazione ed occupazione.
Posso dire che il legislatore si è posto il problema, e stiamo percorrendo alcune possibili soluzioni.
Si interverrà riformando la Legge 43. Nel rispetto della necessaria tutela per i risparmiatori, ma senza privare le imprese italiane di uno strumento prezioso per il loro sviluppo.
Il riferimento al ruolo dei Confidi è uno stimolo importante che intendo percorrere, attraverso il loro coinvolgimento in questo processo di revisione.
*Presidente Commissione
Finanze Camera dei Deputati