Il mercato degli sconosciuti che fa tanto gola alle grandi

Ultima giornata di serie B del 2009 e il mercato degli sconosciuti, che presto diventeranno famosi, è già in pieno fermento. Attenti a questi nomi, dunque, ragazzi di belle speranze che tra i cadetti stanno facendo faville e che i club di A si contendono a suon di comproprietà. Su tutti il levriero, El Galgo, il ventenne argentino con passaporto italiano Ezequiel Matias Schelotto che sta portando il Cesena all’assalto della massima serie e che il ct Pierluigi Casiraghi ha già fatto giocare nell’under 21 azzurra contro Ungheria e Lussemburgo. Alto, gambe lunghe, eleganza da centometrista, moto perpetuo sulla fascia destra («Uno con questa prestanza non l’avevo mai visto», le parole del suo allenatore Bisoli), in Argentina era stato emarginato dal Banfield che non gli aveva nemmeno fatto un contratto da professionista e il Cesena nel 2008 ne ha approfittato ed ora è pronto a rivenderlo a non meno di 7/8 milioni.
Ma sono tanti i giovani che si stanno mettendo in evidenza tra i cadetti, basti pensare che nell’under di Casiraghi ve ne sono altri sei pronti al grande salto: il difensore dell’Empoli Gabriele Angella; l’esterno sinistro del Padova in comproprietà col Genoa Francesco Renzetti; il centrale difensivo del Vicenza Davide Brivio, ex Atalanta e Fiorentina. In mezzo al campo occhio agli azzurrini Francesco Bolzoni (ex Inter e prestito del Genoa) del Frosinone, l’anconetano Mattia Mustacchio e il reggino Antonino Barillà.
Ma l’elenco è lungo, anche perché lanciare i giovani paga, la bellezza di 56 euro ogni minuto giocato. È l’iniziativa proposta dalla Lega Calcio che ha deciso di spartire una torta di 7 milioni ai club di B in fette disuguali: più grossa a chi utilizza più under 21. Il tetto massimo di pagamento per ogni partita è di 135 minuti, per ognuno di questi giocato da un atleta nato dal 1988 in poi vanno nel salvadanaio societario 56 euro. Bastano due under titolari e una mano al bilancio arriva dalla Lega.
Avanti allora con la carica dei ventenni: il già citato Schelotto e Djuric nel Cesena; Signori nel Vicenza; Nainggolan e Bianchi nel Piacenza; nel Brescia Rispoli, il polacco Salamon, il 18enne capitanto della primavera Fabrizio Paghera, uno che ha la leadership nel sangue. Ma anche i tanti prestiti: Daud (al Crotone dalla Juve), Kozak (al Brescia dalla Lazio), Gulan (all’Empoli dalla Fiorentina), D’Alessandro (al Grosseto dalla Roma), Cani (al Padova dal Palermo) e Marilungo (al Lecce dalla Sampdoria). Presto questi gioiellini torneranno alla base, ma a chi li ha svezzati lasceranno un po’ di soldi in cassa.