Il mercato dei falsi che minaccia il design d’autore

Uno dei grandi problemi che riguarda gli oggetti di design prodotti oggi è quello della falsificazione. Si dirà che non è un tema che riguarda soltanto l'arredamento, ma che investe gran parte del made in Italy di qualità. Nel settore della moda il fatto è problema quotidiano, anche se Dolce e Gabbana, in una recente intervista, hanno affermato che le copie dimostrano come gli originali siano oggetti di culto. Certamente nell'arredo la copia per certi versi è cosa estremamente facile, per altri è più complessa, e le riproduzioni che ne nascono sono facilmente smascherabili o per nulla individuabili.
Però l'affermazione degli stilisti milanesi un fondo di verità la ha, perché prendiamo ad esempio la famosa lampada «Tizio» disegnata da Richard Sapper per Artemide: il sottile gambo nero, articolato, l'illuminazione che non viene da una luce tradizionale, l'infinita possibilità di movimento sono stati tutti fattori di innegabile successo mondiale da una parte, dall'altra la tecnologia impiegata ne ha reso difficile la riproduzione, dall'altra ancora ha rilanciato il design di una lampada da tavolo a braccio. Il che ha significato, per la stessa Artemide, la possibilità di offrire con sicuro favore di vendita, tutta una gamma di prodotti similari. L'ADI, associazione del design industriale, ha messo a disposizione di designer e aziende un Giurì, che opera in collaborazione con Confindustria, per dirimere le questioni di copie, con rapidità di decisione e grande risparmio di tempi e di denaro per cause che si protrarrebbero per anni, come è solito nella giustizia del nostro Paese. Altri esempi clamorosi di copie vengono dagli originali prodotti della Kartell, altra azienda che opera sulla fantasia e questa ben si presta ad essere riprodotta, sedie, tavoli, lampade, carrelli, e quant'altro li trovate spesso e volentieri nel mondo in negozi dove la qualità non è di casa ma lo è il prezzo.
Non parliamo poi della famosa Chaise Longue di Le Corbusier prodotta da Cassina, la trovate sui siti internet, sui cataloghi, in negozi davvero qualsiasi, a prezzi incredibilmente bassi. D'altra parte quasi tutti i prodotti firmati da grandi architetti del passato sono preda internazionale dei copiatori e li incontrano in ogni parte del mondo, dagli alberghi ai ristoranti, alle gallerie d'arte, agli show room della moda. Non si dovrebbe mai comperare una copia, perché innanzitutto questo danneggia il nostro patrimonio culturale, in secondo luogo perché spegne poco a poco il desiderio di ricerca e di innovazione dell'industria nazionale.