Il mercato di Marchetti

Sulle privatizzazioni «è molto forte il desiderio di invertire il pendolo», dice Piergaetano Marchetti. Per il presidente di Rcs, che ha ieri parlato in pubblico alla presentazione di Lobby d’Italia, (ultimo saggio di Francesco Giavazzi, editorialista del Corriere della Sera per le cose economiche) è «incredibile» che tra le ipotesi contenute in Finanziaria ci sia «una golden share mascherata che, in sostanza, espropria il mercato e gli azionisti. Una bieca versione della golden share, dal sapore lievemente truffaldino». Il riferimento è alla cosiddetta «poison pill», che limita la possibilità di lanciare un’Opa sui gruppi a partecipazione pubblica. Come dare torto all’accademico Marchetti, in linea di principio? È difficile. Ma lo è altrettanto ignorare che un Marchetti più concreto, non più tardi di 6 mesi fa, è stato l’ideatore di quel «codicillo» che impegnava i soci del patto di Rcs, in caso di Opa, a non aderire, offrendo i propri titoli agli altri pattisti. Un codicillo che espropriava «il mercato e gli azionisti». E che per qualcuno potrebbe avere anch’esso quel sapore «lievemente truffaldino».