Il mercato meneghino resiste all’invasione cinese

Milano è una diga che non lascia passare più di tanto la moda cinese. Gli abiti che arrivano dalla Cina trovano qui un mercato più difficile rispetto al resto d’Italia: rispetto alla media nazionale l’import dalla Cina nel settore della moda è cresciuto del 58% contro il 105 nazionale. È uno dei dati presentati dalla Camera di commercio, che partecipa in grande stile alla settimana della moda.
Milano è prima in Italia per numero di imprese operanti nel vestiario: sono 3.323 imprese, il 7% del totale nazionale. Con 3 miliardi e mezzo di export da sola costituisce il 9% delle esportazioni di moda italiana. Milano è più orientata verso l’Asia rispetto al resto d’Italia: l’Asia conta per il 21% delle esportazioni contro una media italiana del 13%. Inoltre a Milano la frenata nel settore moda è meno sensibile che altrove. Il calo medio negli ultimi cinque anni è di circa 11%, equivalente a 12.620 imprese in meno. Milano, per quanto abbia perduto 555 imprese, contiene il rallentamento al meno 8%. Se poi si considera il settore dello styling, le imprese milanesi movimentano un giro d’affari che supera la metà del totale nazionale: oltre 535 milioni di euro.
«Il comparto moda - spiega Renato Borghi, membro di giunta della Camera di commercio - è tra quelli trainanti dell’economia milanese e italiana e dell’immagine del made in Italy nel mondo. Il legame tra moda e territorio, moda e città è strettissimo. La moda nasce dalla tradizione tessile: le grandi firme non sono che le punte avanzate di una ricchezza diffusa di tante piccole imprese».