Al mercatone dei Navigli si festeggia la fiorentina con assaggi «benefici»

Marta Bravi

«Aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più...» cantava Johnny Dorelli negli anni Settanta. In questo caso l’amico in più è la Fiorentina che ritorna sulle tavole degli italiani dopo qualche anno di messa al bando. Per festeggiare l’evento l’associazione macellai milanesi dell’Unione del Commercio, l’Associazione amici dell’arte della carne, insieme all’assessorato al Decentramento del Comune di Milano, che ha patrocinato l’iniziativa, hanno organizzato una dimostrazione di taglio, cottura e offerta di degustazione della bistecca.
Domenica in occasione dell’appuntamento mensile del Naviglio Grande, il Mercatone dell’Antiquariato, al Vicolo dei Lavandai verranno offerte (offerta libera, minimo tre euro) ben 600 costate di bistecca e quattrocento involtini di lonza di maiale, i cui proventi andranno in beneficenza, e più precisamente alla Fondazione De Marchi per la lotta contro i tumori dell’infanzia.
«Stiamo registrando un incremento dei consumi della bistecca con l’osso - ha affermato Maurizio Arosio, presidente dell’Associazione macellai milanesi -. Il ritorno della bistecca fiorentina trova condizioni favorevoli nel momento particolare di consumi di carne: con un aumento del 20 per cento della carne rossa e della carne bianca di vitello a fronte di una caduta libera, meno 70 per cento, dei consumi di prodotti avicunicoli dovuti alla paura, del tutto ingiustificata, dell’influenza aviaria che ha messo in crisi il settore nonostante controlli e garanzie sanitarie sulla produzione e sulla vendita al banco. Nell’arco di un anno - ha rilevato il presidente - il consumo di fesa di tacchino e petti di pollo, pittosto sostenuto prima che si cominciasse a parlare di aviaria, è mediamente sceso del 20 per cento. Naturalmente in questi giorni il calo dei consumi è molto maggiore».
Per quanto riguarda i prezzi i macellai sottolineano l’aumento di costo, 30 per cento, delle carni di vitello e delle carni rosse ma, assicurano, «questo incremento non sarà caricato sul consumatore, perché siamo più che consapevoli delle difficoltà quotidiane nel far quadrare i conti. Sono scesi del 30 per cento - rileva Arosio - i costi delle carni avicunicole e l’effetto di questa diminuzione sui prezzi finali di vendita comincia già a sentirsi».
Soddisfatto l’assessore comunale al Decentramento, Giulio Gallera, che ha ricordato le inizitive «pro fiorentina» che si sono svolte nelle varie zone: «Da alcuni mesi si è sviluppata una concreta collaborazione tra assessorato al Decentramento e Consigli di zona con l’associazione Macellai e Amici dell’arte della carne, che gratuitamente hanno organizzato incontri con i cittadini della zona 6 e a breve ne terranno nelle zone 3 e 8 per illustrare i diversi tagli della carne e il loro migliore utilizzo in cucina. L’inziativa, dedicata al ritorno della fiorentina nelle macellerie milanesi, si inserisce in questo percorso di informazione».