Merce falsa, sotto tiro l’asse Sarpi-viale Padova

Il vicesindaco: «Merce illegale, cliniche e aborti clandestini: a nord della città un’altra Chinatown. Ho chiesto al prefetto controlli a campione»

(...) riferisce il vicesindaco Riccardo De Corato, «su indicazione del prefetto sono partiti controlli a tappeto anche di carabinieri e guardia di finanza». Chinatown è sorvegliata speciale, in attesa della zona a traffico limitato che - ormai non si scampa - scatterà a fine settembre. Lunedì al comando di piazza Beccaria De Corato, gli assessori Tiziana Maiolo, Edoardo Croci e Carlo Masseroli illustreranno il piano della nuova viabilità ai residenti di ViviSarpi, commercianti e al console cinese Zhang Limin. «Non stavolgeremo il traffico nella zona - anticipa il vicesindaco -. Lo schema circolatorio resterà quello attuale, a parte l’inversione del senso unico in via Braccio Da Montone». L’autobus della linea 43 non passerà più da via Sarpi (ma lungo via Canonica), off limits i mezzi privati, carico e scarico consentito solo 2 ore al giorno e sarà riservata una quota degli stalli per il posteggio sia a residenti che commercianti. Continueranno a passare i tram invece in via Bramante. Da fine agosto verranno installate 3 telecamere e chi abita nel quartiere dovrebbe avere la possibilità di circolare nella ztl limitatamente al proprio sottoambito. Fuori dalla «mezza isola» - dove bar e ristoranti potranno allestire tavolini e sedie sul marciapiede - cento posti auto saranno creati davanti al Cimitero Monumentale, altri «su richiesta soprattutto dei commercianti - spiega De Corato - dovremmo recuperarli nell’area ex Enel di via Niccolini e alla Fabbrica del Vapore». In mancanza dei parcheggi ancora tutti da costruire.
Continua dunque la lotta ai grossisti nella Chinatown milanese, che con la ztl avranno vita dura. Anche se i controlli dei vigili seguono la rotta che va da via Sarpi a viale Padova: da una parte l’immagazzinamento di merce contraffatta, dall’altra la vendita al dettaglio. L’ultima prova è il maxisequestro di 10mila magliette per bambini, per un valore commerciale di 100mila euro, compiuto due giorni fa dai vigili dell’Annonaria. La merce veniva venduta a 3,50 euro al pezzo da un magazzino all’ingrosso di via Bramante a un negozio cinese di viale Padova, che la metteva in vetrina a 10 euro al pezzo. Tre persone sono state denunciate per commercio di merce contraffatta.
Nei primi 5 mesi del 2008 sono stati confiscati quasi 160mila prodotti, numeri che «se confrontati con il 2007 (4mila sequestri e 100mila articoli recuperati) - spiega De Corato - testimoniano l’impegno dei nostri agenti ma anche lo stato di salute di un business che foraggia la criminalità organizzata». E «purtroppo in viale Padova si ripete un copione già visto, sta diventando la seconda Chinatown: cliniche e aborti clandestini, traffici di bombole che già hanno provocato un’esplosione poche settimane fa. Ho chiesto al prefetto controlli a campione per vedere che attività si svolgono». Se i commercianti di via Sarpi, afferma l’assessore Maiolo, «non sono tutti così, diano un segnale forte e prendano rapidamente le distanze».