Mercedes Sl è la nuova stella di Hollywood

da Los Angeles

Al caldo del sole, accarezzati dalla brezza di mare, non c’è niente di meglio che portare a spasso sulle strade larghe e poco trafficate della California una roadster di razza come la Mercedes Sl. Il panorama è tutto da godere, d’accordo, preferibilmente a tetto aperto, e il comfort a bordo rende il giusto onore alla Stella orgogliosamente esibita sul cofano, ma i severi limiti di velocità in vigore ovunque legittimano il dubbio che proprio qui, nel Golden State, si possa assaporare il piacere della guida sportiva. Invece sì, si può. E il divertimento è assicurato al riparo dal rischio di finire in un film, inseguiti dalle auto della polizia.
A proposito. Siamo nei dintorni di Hollywood, dunque non ci facciamo mancare una puntatina sulla Walk of fame. Dove la Sl non sfigura affatto, con le ruote tra i nomi incisi nell’asfalto di tanti personaggi famosi, molti dei quali l’hanno certamente guidata in passato. Tocca a noi, oggi, il privilegio di portare al debutto in Hollywood Boulevard il nuovo modello, aggiornato nello stile e nei contenuti. Colpo lo fa, come sempre e più che mai: gli sguardi degli altri automobilisti e dei passanti cadono soprattutto sul frontale dai tratti decisi, con l’ampia calandra a freccia, i «powerdome» sul cofano e le feritoie di ventilazione incastonate nei parafanghi che richiamano i tratti inconfondibili della capostipite, la 300 Sl «Ali di gabbiano» del 1954. Ma anche la coda non scherza, con il diffusore integrato nei paraurti di nuovo disegno e i terminali di scarico trapezoidali, elementi che tutti insieme concorrono ad accentuare l’impressione di una sportività raffinata, che la potenza e il dinamismo si guarda bene dall’esibirli in maniera sfacciata, ma li fa semplicemente intuire persino nelle esclusive versioni firmate Amg. Con tutta probabilità sarà ancora la Sl 350, equipaggiata con un V6 più potente (ora i cavalli arrivano a 316) e nel contempo meno assetato (9,9 litri ogni 100 km) a fare la parte del leone tra i clienti della roadster Mercedes che è stata venduta sinora in tutto il mondo in oltre 630mila unità.
Ma l’Oscar per la migliore delle Sl va senza dubbio alla sensazionale 63 Amg con un V8 aspirato da 6.3 litri e 525 cv che porta al debutto su strada diverse tecnologie derivate dalle competizioni, tra cui il cambio a 7 marce Speedshift Mct con frizione in bagno d’olio, quattro programmi di passaggio di rapporto (il più rapido riduce il tempo di cambiata a soli 100 millisecondi), una piacevolissima funzione di «doppietta» e il sistema «Race Start».
A questa straordinaria combinazione si aggiungono il telaio con sospensioni attive ulteriormente perfezionato e uno sterzo finalmente più diretto, preciso e pronto che in passato. Il risultato è che la 63 Amg si scatena nelle partenze ai semafori lasciando qualsiasi altra auto letteralmente in surplace, ma soprattutto si lascia guidare con straordinaria naturalezza sui percorsi più impegnativi come i tortuosi saliscendi che attraverso la foresta di San Bernardino e le Jacinto Mountains conducono dall’oceano al deserto, da Santa Monica a Palm Springs.
Per andare veloci e macinare letteralmente le curve con la massima compostezza basta passare in modalità manuale, dettare le cambiate tramite le levette al volante e impostare correttamente le traiettorie. A tutto il resto, compreso un comfort che non viene mai meno, neppure con l’assetto in modalità Sport, ci pensa la bontà di un progetto che fa il paio con la superba qualità degli interni con rivestimenti in morbida pelle Nappa e preziose modanature in legno e carbonio.