Un mercoledì da leoni In campo e fuori

Un mercoledì pieno fino all’orlo. I carabinieri a casa del ciclista azzurro Luca Paolini, all’alba secondo protocollo esclusivo per i tesserati di quella disciplina, quindi le dimissioni di Borrelli all’ora del cappuccino, più umana e comoda, a sera la nomination per la federcalcio di Luca Pancalli e, in mezzo, un po’ di belle cose nostrane tipo accoltellamenti tra tifosi, a Roma e Palermo, sospensioni dall’Ordine di giornalisti sportivi e non, clamorosi errori di arbitri e portieri, dovunque da Bergamo a Palermo.
Insomma non ci facciamo mancare proprio niente, anche durante la settimana. Di certo i tumulti di Roma, quelli della federcalcio la cui porta di ingresso è girevole, come al grand hotel, restano argomento a margine per il popolo pubblico che di questi affari di Stato si è anche stufato preferendo piuttosto le cose di football.
Cose che sono arrivate proprio nello stesso sito, cioè Roma, allo stadio Olimpico dove, improvvisamente, Roberto Mancini ha smentito se stesso. L’Inter cioè ha vinto nonostante i complotti mediatici, le gufate degli invidiosi avversari. Questo significa che quando una squadra è forte, lo è a prescindere, anzi lo diventa ancora di più se stimolata, provocata, vittima di mobbing come dimostrano gli almanacchi di mezzo mondo, basta consultarli. La Roma, invece, paga la debolezza del suo portiere, ruolo che esalta e deprime, il brasiliano Alexander Marangon Donieber si fa chiamare Doni e tiene fede al soprannome, una sua papera offre all’Inter la vittoria meritata. Ma la notizia fresca arriva da San Siro Meazza dove il Milan è passato dal negativo al positivo, dove il doping non c’entra ma il segno in classifica, finalmente: +1 in classifica, con tre vittorie la penalizzazione è stata cancellata dalla squadra, sul campo, adesso tocca a qualche altro arbitro leggere le carte e intervenire anche se Francesco Saverio Borrelli, dimettendosi dalla federcalcio, anzi uscendo rinculando, facendo finta di entrare, ha commentato alla Bartali che la giustizia sportiva è tutta da rifare e ha riassunto, dopo tre mesi tutti i mali che affliggono il mondo del pallone, dagli ingaggi alle tasse, ai diritti televisivi, con una premessa inquietante per un uomo illustre di legge: Borrelli ha infatti detto che l’arbitrato manda in fumo il lavoro dei giudici, manco se i componenti del collegio arbitrale del Coni siano dei dilettanti allo sbaraglio, senza arte né parte. Ma trattasi di ultimi fuochi, almeno così si spera. Luca Pancalli, nuovo commissario straordinario della federcalcio, è davvero straordinario per la sua vita, difficile, tormentata, piena di disgrazie ma anche di grazie. Voglio vedere se qualcuno avrà il coraggio di usare il sostantivo «ingiustizia». Luca Pancalli potrebbe parlarne a lungo e spiegare di che cosa veramente si tratta. Il resto sono palle, anzi palloni.