Meredith: 48 impronte nella casa del delitto

È quanto emerso dalla deposizione del sovrintendente
Giuseppe Privitera, davanti alla Corte d’assise di Perugia che processa
Raffaele Sollecito e Amanda Knox

Perugia - Sono state 48 le impronte, 35 digitali e 13 palmari, identificate dalla polizia scientifica nella casa dove venne uccisa Meredith Kercher. È quanto emerso dalla deposizione, oggi pomeriggio, del sovrintendente Giuseppe Privitera, della sezione identità giudiziaria, davanti alla Corte d’assise di Perugia che processa Raffaele Sollecito e Amanda Knox.

L’investigatore ha spiegato che cinque sono risultate del giovane pugliese, una della studentessa americana, 17 della vittima, una di Rudy Guede (già condannato a 30 anni di reclusione con il rito abbreviato) e il resto delle due italiane che abitavano nella casa e dell’allora fidanzato di Mez. In particolare l’impronta palmare dell’ivoriano, sporca di sangue, venne trovata sul cuscino accanto alla studentessa inglese.

Nell’appartamento - ha riferito ancora il sovrintendente Privitera - sono stati rintracciati 108 di quelli che sono stati definiti «frammenti papillari», 61 dei quali risultati «utili» per gli accertamenti avendo 16-17 punti per l’identificazione. Tredici le impronte non identificate, quattro delle quali nella camera dove venne compiuto l’omicidio (due su un calendario e altrettante sullo stipite della porta). Nel pomeriggio l’udienza è stata interamente dedicata alla deposizione di tre esperti della polizia scientifica che hanno esaminato le impronte. Al termine della loro testimonianza il processo è stato rinviato a domani mattina, alle 9.