Meredith, il film in tv No alla falsa Amanda

Per la Knox vera, la pellicola &quot;fa vomitare&quot;. La famiglia di Mez minaccia azioni legali. E Sollecito: &quot;Se va in onda, chiedo i danni&quot;. Produttore e regista hanno deciso di tagliare la scena della violenza e dell'omicidio <br />

New York Amanda contro Amanda. Anzi, tutti contro quella «vera», cioè Amanda Knox. I legali di Raffaele Sollecito chiederanno un risarcimento di cento milioni di euro al famoso canale televisivo «LifeTime» e al produttore Craig Piligian nel caso il controverso film «Amanda Knox murder trial in Italy» venga trasmesso questa sera in prime time negli Stati Uniti. E così gli avvocati di Amanda e dei genitori della povera Meredith Kercher hanno già denunciato presso il Tribunale di New York LifeTime affinchè venga bloccata la messa in onda della pellicola, interamente girata in Italia lo scorso anno con un badget di oltre 10 milioni di dollari.

Tra mille polemiche e in un clima incandescente di denunce e dichiarazioni al vetriolo, si è creato invece l'effetto opposto da circa due settimane: i maggiori giornali americani e inglesi e cosi le riviste e i blog di spettacoli stanno dedicando ampio spazio al film su Amanda Knox. Da giorni i quotidiani di Seattle, città di Amanda, quelli californiani molto attenti allo show business come quelli newyorchesi come il «Daily News» e il «New York Post» scrivono intere pagine sulle polemiche e denunce che stanno accompagnando l'uscita del film: un lancio pubblicitario inaspettato che questa sera darà alla pellicola diretta da Robert Dorhelm uno share molto ma molto alto. Anche perchè LifeTime è un canale televisivo prestigioso e molto seguito negli Usa, tra i più attenti ai grandi fatti e avvenimenti di cronaca nera e rosa.

Comunque le denunce a raffiche partite dall'Italia e dall'Inghilterra per bloccare il film hanno ottenuto un solo effetto, al momento: il produttore Piligian e il regista Dorhelm, d'intesa con il top managment di LifeTime, hanno deciso di tagliare la scena incriminata e molto controversa, abbastanza esplicita, girata nell'ombra tra il surreale e l'onirico, in cui si vedono i «sosia» di Amanda, Raffaele e Rudy Guede aggredire la povera Meredith. La scena incriminata è quella del trailer, scaricata da decina di migliaia di curiosi negli Usa e in Inghilterra, e come si legge nelle denuncia dei legali di Amanda, alimenterebbe diverse congetture su come la studentessa inglese sarebbe stata uccisa. Amanda avrebbe visto in carcere il controverso trailer: «Mi fa vomitare», ha detto alla sorella come poi riferito ai giornali americani

Di diverso avviso è il produttore Piligian: «Il film non è nè innocentista nè colpevolista. Non si può fermare il corso della storia e questa è una grande storia. Se non l'avessimo fatto noi di LifeTime ci sarebbero stati un'altra tv, sicuramente inglese o italiana, e un altro producer a voler girare questo film sulla Knox».
Diciamo subito che la pellicola si avvale di un cast d’eccezione: ad interpretare Amanda è la giovanissima e bella Hayden Panettieri, tra le attrici più emergenti a Hollywood, protagonista di successo del seguitissimo serial televisivo Heroes sulla Nbc. La mamma di Amanda, che nel film ha una parte molto importante e quasi centrale, è stata affidata a Marcia Gay Harden, premio Oscar alcuni anni fa per la grande interpretazione della moglie di Pollock (nell'omonimo film di Ed Harris) e un'altra nomination nel film con Sean Penn Mystic River.

Paolo Romio, attore veneto, interpreta Raffaele Sollecito e gli somiglia come una goccia d'acqua. Come la Panettieri, Romio è un giovanissimo attore tra i più solidi e preparati della nuova generazione di Hollywood e come ha scritto Hollywood Reporter, il più importante giornale cinematografico americano, la sua parte di amante-complice di Amanda è la più riuscita psicologicamente nel film, in quanto si dimostra molto sicuro e intraprendente sia nelle scene un pò spinte a letto che nella parte di giovane introverso e tenebroso.

Al clima incandescente della vigilia, hanno contribuito anche le dichiarazioni della Panettieri, visibilmente risentita dopo che era stata a Perugia per incontrare Amanda. Dopo alcuni giorni di attesa, l'incontro è saltato, forse su consiglio degli stessi legali di Amanda, e l'attrice non è stata per niente tenera. «Bloccare il nostro film? Sarebbe un atto di censura e noi viviamo in democrazia. Il cinema si occupa di episodi del genere, spesso tragici altre volte lieti».