Meredith, il medico legale: "Non è stata violentata"

Gli esami del perito non certificano la violenza, soltanto un rapporto sessuale, e non indicano in modo chiaro l'orario della morte. Impossibile identificare l'arma del delitto

Perugia - La morte di Meredith Kercher è avvenuta a "non più" di 2-3 ore dall’ultimo pasto per una insufficienza cardiorespiratoria dovuta un meccanismo combinato di emorragia e asfissia. A queste conclusioni è giunto il medico legale Luca Lalli, consulente tecnico del pubblico ministero di Perugia nell’indagine sull’omicidio della studentessa inglese. L’esperto che ha eseguito l’autopsia ha depositato oggi le proprie conclusioni che sono state messe a disposizioni delle parti. In particolare il medico legale ha rilevato che la lesione della carotide esterna ha indotto uno shock emorragico. Si è inoltre determinato un meccanismo di natura asfittica a causa dell’aspirazione del sangue.

Un'autopsia da incubo Meredith ha avuto un rapporto sessuale prima di essere uccisa, ma con gli elementi a disposizione non è possibile stabilire se è avvenuto la sera in cui la studentessa inglese è stata ammazzata - il 1° novembre - o il giorno precedente. E la morte della giovane sarebbe avvenuta in un range di tempo più ampio di quello inizialmente indicato. Quanto alla violenza sessuale, inoltre, non ci sono sul corpo elementi che possano confermarla, anche se non è possibile escluderla del tutto.

Impossibile identificare le caratteristiche dell'arma Nella relazione depositata oggi, il consulente del pubblico ministero ha sostenuto che non è possibile ad esempio stabilire lunghezza e larghezza dell’arma. L’esperto ha quindi rilevato che il profilo tagliente non era comunque dotato di particolari asperità o grossolane seghettature. Il medico legale non ha inoltre dato «eccessivo valore» alla frattura dell’osso ioide, sul collo della vittima. Dagli accertamenti non sono infatti emersi segni esterni di natura traumatica tali da fare ipotizzare che la studentessa inglese sia stata afferrata con le mani al collo o strangolata mediante un laccio.

Gli accusati In carcere, accusati di concorso in omicidio e in violenza sessuale, ci sono lo studente pugliese, Raffaele Sollecito (che sabato prossimo discuterà la sua tesi di laurea in ingegneria informatica), la coinquilina di Mez, Amanda Knox e l’ivoriano Rudy Hermann Guede. In particolare, sarebbe la tesi sostenuta nella perizia, sulla vittima sarebbero state riscontrate delle ecchimosi che possono far pensare a un rapporto sessuale. Non c’è certezza, però, sul fatto che questo sia stato consumato contestualmente all’omicidio o comunque, in una situazione di costrizione. In base agli elementi a sua disposizione, quindi, Lalli tende a escludere che la giovane abbia subito violenza sessuale. Ipotesi che comunque non può essere del tutto scartata (circostanza ancora al vaglio degli investigatori impegnati nella ricostruzione delle modalità dell’omicidio) perché Meredith potrebbe essere stata costretta a un rapporto sessuale contro la sua volontà.

I primi risultati Il dottor Lalli, inoltre, già l’8 novembre scorso aveva presentato una pre-relazione nella quale sosteneva che Meredith era morta per uno shock metaemorragico da lesione al collo inferta con uno strumento vulnerante. Sulla base dei rilievi relativi alla digestione, inoltre, era possibile indicare che la morte si era verificata alle 23, con uno scarto minimo e massimo di un’ora. In base agli ultimi elementi invece, anche se l’orario rimane compatibile con quello dato inizialmente, il range della morte indicato sarebbe più ampio e anticipato di qualche ora. Maggiori chiarimenti in merito alla causa della morte della studentessa inglese sarebbero arrivati anche dagli elementi forniti dai dati istologici e tossicologici a disposizione del consulente del pm. Una volta depositata, la relazione potrà essere messa a disposizione anche dei periti nominati dal gip, Claudia Matteini, nell’ambito dell’incidente probatorio fissato per il 19 aprile prossimo.