Meredith, il pc di Sollecito spento per tutta la notte

Frana l'alibi dello studente pugliese. Aveva sostenuto di essere stato su internet tutta la sera del 1 novembre. Ma gli esami della Scientifica lo smentiscono: &quot;Computer spento dalle 21,10 alle 5,32&quot;.<strong> <a href="/a.pic1?ID=222198" target="_blank">Il memoriale di Amanda: ecco cosa ho fatto la sera del delitto</a></strong>

Perugia - Nessuno avrebbe lavorato con il computer di Raffaele Sollecito la notte tra il 1 e il 2 novembre. È quanto avrebbe stabilito, secondo quanto si è appreso, la perizia eseguita dalla polizia postale sul pc del giovane barese in carcere per l’omicidio di Meredith Kercher. Sollecito ha sempre detto di aver passato la serata al computer. Gli accertamenti eseguiti dagli esperti, però, avrebbero rivelato che "non c’è stata interazione umana né con il pc né con le reti internet tra le 21.10 e le 5.32". L’esame è stato fatto anche attraverso l’analisi dei "file di log" forniti dal gestore della connessione a internet. I legali del giovane pugliese, Marco Brusco, Luca Maori e Tiziano Tedeschi hanno sostenuto anche nei giorni scorsi di avere le prove del fatto che Sollecito abbia lavorato al computer. Prove che forniranno nei prossimi giorni.