Meredith, il pm: "Casa pulita dopo il delitto. Knox era lì"

Mignini presenta una memoria in vista dell'udienza del tribunale del riesame: "Appartamento ripulito. Macchia di sangue di Amanda in bagno: quella notte lei c'era"

Perugia - È stata ripulita dopo l’omicidio di Meredith Kercher l’abitazione di via della Pergola dove è avvenuto il delitto. Secondo il pm Giuliano Mignini è infatti "particolare" che nell’abitazione sia stata trovata "una sola" impronta di Amanda Knox (su un bicchiere) che lì viveva insieme alla vittima e a due coinquiline italiane. Gli esperti hanno invece trovato nella casa 17 tracce attribuite alla vittima, 15 a una coinquilina italiana e quattro all'altra, nonchè altrettante riferibili al fidanzato della giovane inglese. "È quindi evidente - ha scritto il pubblico ministero nella memoria al tribunale del riesame - che dopo il delitto si è cercato di togliere quanto più si poteva inscenando anche un furto, non credibile in quanto sulla porta d’ingresso non sono state trovate tracce di effrazione e il vetro rotto rinvenuto risulta essere stato rotto probabilmente dall’interno".

La macchia di sangue Una macchia di sangue di Amanda sul rubinetto del bagno vicino alla camera dove è stata uccisa Meredith è considerata dagli inquirenti un sicuro indizio della presenza della studentessa di Seattle sulla scena del delitto la notte in cui la sua coinquilina inglese è stata uccisa. Secondo la polizia scientifica potrebbe essere stata lasciata in seguito a una epistassi della stessa giovane. Il pm ha sostenuto, nella memoria al tribunale del riesame, che la macchia era molto visibile ed esclude che possa essere stata lasciata nei giorni precedenti al delitto "in quanto sarebbe stata sicuramente lavata".

Indizi lievitati Sono lievitati nel corso delle indagini gli elementi d’accusa nei confronti di Raffaele Sollecito e Amanda Knox secondo il pubblico ministero Giuliano Mignini che coordina l’indagine della squadra mobile di Perugia e dello Sco sull’omicidio di Meredith Kercher. Il magistrato lo sostiene in una memoria presentata al tribunale del riesame in vista dell’udienza in programma venerdì prossimo nella quale verranno presentati i ricorsi dei due studenti e di Patrick Lumumba Diya (l’unico tornato in libertà) contro la convalida del fermo nei loro confronti disposta dal gip Claudia Matteini. Raffaele e Amanda hanno fornito dichiarazioni palesemente false agli inquirenti che indagano sull’omicidio di Meredith Kercher, secondo il pm, per il quale si è in presenza di un insieme "impressionante di contraddizioni e di assurdità nel tentativo di dare una spiegazione dei fatti che li potesse scagionare".