Meredith, il pm chiede l'ergastolo per Guede

L'accusa chiede il massimo della pena per l'ivoriano. Il movente: Mez non volle partecipare a "particolari giochi sessuali" di
gruppo nella casa di via della Pergola

Perugia - Il pm Giuliano Mignini ha formulato la richiesta di ergastolo per Rudy Guede al termine della requisitoria pronunciata davanti al gup Paolo Micheli. Il magistrato perugino, che ha coordinato l’inchiesta per l’omicidio di Meredith Kercher, ha riconosciuto il ruolo attivo dell’ivoriano nell’omicidio della studentessa inglese.

Da cosa nacque l'omicidio Raffaele, Amanda e Rudy uccisero Meredith perché non volle partecipare a "particolari giochi sessuali" di gruppo nella casa di via della Pergola. È questo, secondo la procura di Perugia, il movente che avrebbe spinto ad agire i tre imputati nel processo per l’omicido della studentessa inglese. Oggi a Perugia i pm Giuliano Mignini e Manuela Commodi hanno iniziato a spiegare al Gup, carte e perizie alla mano, la loro verità investigativa.

La requisitoria riprenderà lunedì Una requisitoria che riprenderà lunedì prossimo nella nuova aula bunker di via XIV Settembre a Perugia. Presenti in aula, come è ormai consuetudine, i tre imputati: Raffaele Sollecito, Rudi Guede e Amanda Knox. Mignini e Comodi, i pm, puntano tutto sulle perizie che confermerebbero la presenza di Amanda e Raffaele nella casa di via della Pergola la sera dell’omicidio, avvenuto nella notte tra il 1 e il 2 novembre 2007: tracce di dna sono state trovate sul reggiseno e sui gancetti della vittima e apparterrebbero a Sollecito, il dna di Amanda e Metz sull’arma del delitto. E altre impronte di scarpe sarebbero state intrappolate dall’alone lasciato dal sangue della vittima. Per Rudi Guede invece la presenza nella casa sarebbe direttamente confermata dal suo racconto dove dice di aver avuto un appuntamento con la vittima e di aver visto Amanda e Raffaele uccidere Meredith.

Le difese Gli avvocati della difesa prenderanno parola nelle prossime udienze. Il verdetto del Gup Paolo Micheli - sul rito abbreviato per Guede e la richiesta di rinvio a giudizio per Amanda e Raffaele - dovrebbe arrivare entro il 27 e 28 ottobre.

Amanda: "Sono innocente" Si è scusata per avere generato confusione con le sue dichiarazioni precedenti. Questo il senso delle parole pronunciate spontaneamente da Amanda Knox nel corso dell’udienza odierna al tribunale di Perugia. Tre minuti di dichiarazioni spontanee in cui la giovane di Sheattle ha ribadito di essere estranea al delitto. La ragazza americana ha parlato in inglese per una decina di minuti assistita da un interprete. Ha comunque salutato il giudice in italiano rivolgendosi con un "buon giorno". L’udienza è quindi proseguita con l’inizio della requisitoria dei pm Manuela Comodi e Giuliano Mignini è stato quest’ultimo a prendere per primo la parola. Le richieste dell’accusa sono attese per lunedì. Anche Raffaele ha reso spontaneamente delle brevissime dichiarazioni per precisare di avere conosciuto la studentessa americana ad ottobre durante un concerto di musica classica e fugare quindi i dubbi generati dalla testimonianza dell’albanese Kokomani che aveva affermato di aver incontrato i due giovani insieme a luglio 2007.