Meredith, è Rudy il quarto uomo

Si chiama Rudy Hermann Guede, è ivoriano, ha 21 anni e piccoli precedenti penali, habitué della vita notturna della città universitaria. Segnalato a Milano, gli investigatori lo hanno già iscritto nel registro degli indagati e lo stanno cercando anche all'estero

Perugia - Si chiama Rudy Hermann Guede, ha 21 anni ed è di origine ivoriana, il quarto uomo che sarebbe stato nella casa del delitto la notte in cui è stata uccisa Meredith. Il giovane, secondo quanto trapelato, sarebbe ricercato da alcuni giorni, da quando l’impronta insanguinata raccolta sul cuscino della ragazza assassinata sarebbe risultata coincidente con quelle del ragazzo. E' un piccolo spacciatore con precedenti penali, habitué dei locali notturni dove si incontrano abitualmente gli studenti stranieri e italiani che frequentano l’università di Perugia. Rudy Hermann Guede, sempre secondo indiscrezioni, sarebbe venuto in Italia da piccolo, adottato da una famiglia perugina, che ha però lasciato da qualche tempo interrompendo ogni rapporto. Alcune indiscrezioni segnalano che alla fine di ottobre sarebbe stato a Milano, dove sarebbe anche stato denunciato per un furto; secondo altre, la sua presenza a Milano sarebbe invece nei giorni immediatamente seguenti il delitto e sarebbe legata ad un’idenficazione fatta per il possesso di una piccola quantità di stupefacente. Nei suoi confronti - è stato confermato dagli inquirenti - c’è un mandato di cattura internazionale.

Figlio adottivo Ha vissuto a Perugia da quando aveva 5 anni dopo essere giunto insieme al padre dalla Costa d’Avorio in Italia Rudy Hermann Guede. Negli ultimi tempi trascorsi nel capoluogo umbro aveva preso in affitto un appartamento in corso Garibaldi, nella stessa via dove si trova l’appartamento di Raffaele Sollecito nel quale dormiva talvolta la sua ex fidanzata Amanda Knox. "Guede aveva avuto però dei problemi con il padre e con lui non si trovava bene" ha riferito la figlia dell’imprenditore perugino che aveva preso in affidamento il giovane straniero. "Crescendo aveva cominciato a giocare a basket - ha detto ancora la giovane - conoscendo così mio fratello che è più piccolo di lui di circa un anno". La conoscenza tra i due si è via via approfondita. Così la famiglia dell’imprenditore perugino aveva deciso di prendere in affido temporaneo Guede quando questi aveva 17 anni. Un vincolo giuridico che però si è sciolto quando l’ivoriano è diventato maggiorenne.

Agriturismo "È stato con noi per un altro anno - ha aggiunto la giovane - ma poi ha deciso di raggiungere alcuni parenti che ha nella zona di Lecco. Con loro diceva che non si è trovato bene e quindi è tornato a Perugia, ma a quel punto non ha più vissuto con noi, prendendo invece in affitto un appartamento in corso Garibaldi". All’inizio dell’anno Guede è stato così assunto come giardiniere nell’agriturismo dell’imprenditore. "Nell’ultimo mese che ha lavorato con noi - ha raccontato ancora la figlia - è stato però praticamente sempre assente e da agosto ne abbiamo perso le tracce". La famiglia dell’imprenditore oggi è scossa dalle notizie che stanno riguardando Guede. "Per noi - ha aggiunto la giovane - era come un quarto fratello".

La sua presenza Questo l’identikit del "quarto uomo", quello che - ormai è certo - era in casa di Meredith Kercher la sera del 1 novembre quando la studentessa inglese è stata uccisa e che è stato iscritto nel registro degli indagati. Inquirenti e investigatori lo stanno cercando, anche all’estero, visto che le sue tracce si sarebbero perse fin dal giorno dopo il delitto. Di lui avrebbero parlato alcuni tra gli amici e le amiche di Meredith e Amanda Knox - in carcere assieme a Raffaele Sollecito e Patrick Lumumba Diya - nei giorni immediatamente successivi all’omicidio. Indicandolo come uno di quelli che conosceva il giro delle studentesse, incontrate spesso nei locali. L’uomo però non è mai stato sentito nel corso di queste settimane.

Impronte Alla sua identificazione la polizia è giunta attraverso la comparazione tra le impronte digitali trovate sulla scena del delitto e quelle prelevategli in occasione di una fotosegnalazione. Nella casa di via della Pergola la polizia scientifica ha trovato tre tracce riconducibili a lui: le impronte digitali sulla federa del cuscino insanguinato trovato accanto al cadavere e quelle su un frammento di carta igienica nel water, e il codice del Dna estratto dalle tracce organiche lasciate nello stesso bagno.