Meredith sgozzata, orrore per il video-choc

Il Garante apre un’inchiesta. E la Cassazione nega la libertà ai tre indagati

da Perugia

Il passo oltre le sbarre non ci sarà. Almeno per adesso. «Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Rudy Hermann Guede devono rimanere in carcere». È quanto ha chiesto il procuratore generale della Cassazione, Consolo Santi ed è quanto gli ermellini hanno alla fine accordato. I tre giovani sono indagati per concorso nell’omicidio di Meredith, la studentessa inglese sgozzata in casa la sera del 1º novembre scorso. Tanti, invece, secondo la difesa, i punti ancora da chiarire nell'indagine. Secondo gli avvocati di Raffaele Sollecito, non c'è infatti alcuna prova che l'impronta di scarpa trovata sulla scena del delitto sia del loro assistito. E «non esiste nessuna traccia organica» a lui riconducibile. Anzi, persino la prova schiacciante del reggiseno di Mez tagliato di netto da una lama, su cui la polizia ha rinvenuto il suo dna non reggerebbe. Le tracce potrebbero essere state «trasportate» durante i vari sopralluoghi, come ha lasciato intendere pure l'emittente pugliese Telenorba, che lunedì sera ha trasmesso un video girato dalla scientifica nel cascinale. Immagini, registrate il 2 novembre, quando venne esaminato per la prima volta il luogo dell’omicidio, in cui si vede, tra l’altro, il corpo nudo e martoriato di Meredith. Proprio la crudezza delle sequenze ha scatenato un’ondata di polemiche. L’avvocato che tutela la famiglia della vittima attacca: «La notizia li ha sconcertati e turbati. Al momento non sono in grado di specificare circa la volontà della famiglia Kercher di contestare nelle sedi giudiziarie più opportune la spregevole iniziativa giornalistica della quale lo stesso direttore Enzo Magistà dovrà assumersi le eventuali responsabilità». Sulla vicenda è intervenuto anche il garante della Privacy che ha chiesto alla direzione di Telenorba copia della registrazione del programma. In ogni caso la replica che avrebbe dovuto andare in onda ieri sera è saltata mentre l’Ordine di giornalisti ha aperto un fascicolo per valutare se vi sia stata la violazione del codice deontologico.