Meredith, Sollecito: "Interrogatemi" Shopping hard con Amanda: le foto

Vuole raccontare la sua verità al pm lo studente pugliese in carcere con la fidanzata americana Amanda Knox

Perugia - Raffaele Sollecito ha chiesto di essere interrogato dal pubblico ministero che indaga sull’omicidio di Meredith Kerchel. I legali del giovane, Luca Maori e Marco Brusco, hanno presentato questa mattina in procura la richiesta al pm di interrogatorio. Sollecito, indagato con l’accusa di omicidio aggravato in concorso e violenza sessuale, dovrebbe essere sentito il 29 novembre, il giorno prima dell’udienza del tribunale del riesame che dovrà decidere se scarcerarlo o meno.

I perché Nell’istanza di interrogatorio depositata questa mattina, i legali di Sollecito chiedono al pm Giuliano Mignini di "procedere all’interrogatorio dell’indagato al fine di chiarire alcuni aspetti della vicenda". E questo per due motivi: perché "nel frattempo l’attività investigativa ha mutato il quadro" e perché "anche l’attività difensiva dei sottoscritti difensori (ed in particolare il lavoro svolto dai consulenti tecnici di parte) ha apportato un contributo utile ad una ricostruzione dei fatti più precisa (quanto meno con riferimento alla posizione di Raffaele Sollecito)". Lo stesso pm Mignini, secondo quanto si apprende, si sarebbe già detto d’accordo ad interrogare il giovane barese - che lunedì incontrerà in carcere i suoi avvocati - prima dell’udienza del riesame, fissata per il 30 novembre.  

Guede in attesa Il tribunale superiore regionale di Coblenza, in Germania, ha deciso ieri l’arresto provvisorio in attesa di estradizione di Rudy Hermann Guede perché sussiste il pericolo di fuga. Lo si legge nell’ordinanza del tribunale tedesco. "L’estradizione non appare inammissibile a priori" e, anche se Guede ha accettato la procedura semplificata di estradizione, "sussiste il pericolo di fuga, in quanto si deve temere che, considerata la minaccia di una pena, l’uomo possa sottrarsi all’estradizione in caso di rilascio" chiarisce il testo. Inoltre il giovane è scappato dall’Italia in un momento prossimo al giorno del delitto e 2non ha qui nessun legame". La detenzione è soltanto provvisoria, spiega l’ordinanza, in quanto, secondo il mandato d’arresto europeo, nei casi in cui l’accusato rischia l’ergastolo (come per Guede), l’estradizione è ammissibile solo se lo Stato membro che chiede la consegna preveda nel suo ordinamento la revisione della pena al più tardi dopo 20 anni. Il mandato d’arresto europeo deve contenere una simile rassicurazione. Nella richiesta giunta dall’Italia, invece, tale punto è stato omesso, scrivono i giudici del tribunale di Coblenza. Le leggi italiane, aggiunge la corte, prevedono tale revisione solo dopo 26 anni. Per questo la procura di Coblenza ha scritto il 21 novembre agli inquirenti di Perugia, per ottenere chiarimenti in materia.