Meredith, tre i fermati: "movente sessuale" Ma non si trova l'arma

Arrestati la coinquilina americana Amanda Knox e il fidanzato Raffaele Sollecito, insieme allo zairese Lumumba Diya (<em>nella foto</em>). Accusati di concorso in omicidio volontario e in violenza sessuale. Più defilato il ruolo del giovane italiano. Il pm: &quot;La giovane si è difesa, uccisa per il suo rifiuto&quot;

Perugia - I fermi eseguiti dalla polizia sono tre. Si tratta della sua coinquilina americana di 20 anni, Amanda Knox, del suo fidanzato italiano, Raffaele Sollecito, pugliese di 24 anni, e di un cittadino zairese di 37 anni, Lumumba Diya. L'accusa per tutti è di concorso in omicidio e concorso in violenza sessuale. La straniera fermata frequentava un corso di lingua italiana all’università per stranieri di Perugia, mentre il fidanzato italiano è laureando all’ateneo del capoluogo umbro in Ingegneria informatica. Lo straniero bloccato dalla polizia è in Italia dal 1988 e gestisce un locale notturno frequentato da universitari in centro. La Knox lavorava per Diya, facendo volantinaggio per il suo locale notturno del centro storico di Perugia e sembra che anche la vittima avesse chiesto di essere assunta come cameriera dal trentottenne congolese. Decisiva la testimonianza della giovane coinquilina di Meredith che non ha retto e durante l'interrogatorio ha raccontato la verità agli investigatori.

Movente sessuale Nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta stamani in questura, il questore del capoluogo umbro, Arturo De Felice, ha definito "verosimile il movente sessuale". Meredith è stata solo una vittima, durante la violenza ha provato a ribellarsi ai suoi assassini. La giovane è stata "una vittima e basta": lo ha sottolineato il questore nel corso della conferenza stampa. All’incontro hanno partecipato i vertici della Squadra Mobile di Perugia, e il funzionario dello Sco, reparti che hanno condotto l’operazione. Riferendosi alla studentessa, il questore l’ha definita "moralmente integerrima". E i magistrati perugini hanno parlato di "intenti di sopraffazione sessuale da parte dei presunti colpevoli nei confronti della vittima e conseguente ribellione di quest’ultima". Un delitto collettivo, insomma. Manca ancora l'arma "da taglio e a punta" usata per l'omocidio della studentessa inglese.

La ricostruzione Le indagini degli inquirenti si starebbero concentrando solo su due dei tre fermati questa mattina dagli uomini della questura perugina su disposizione del pm Giuliano Mignini. In particolare apparirebbe in questo momento "secondario" il ruolo assunto dal ragazzo italiano di origini baresi, 24 anni, Raffaele Sollecito, accusato insieme agli altri di concorso in omicidio volontario e violenza sessuale. Maggiore attenzione invece viene posta dagli inquirenti sul ruolo avuto in quella notte tra il primo e il 2 novembre (l’ora della morte è indicativamente compresa tra la mezzanotte e le due) dal 37enne di origini africane (dello Zaire), Diya Lumumba detto Patrick, molto conosciuto in città dove vive e si è integrato dal 1988 per il suo ruolo di "pr" (pubbliche relazioni) per alcune discoteche del capoluogo umbro e attuale gestore di un bar frequentato da studenti universitari. Durante l’uccisione nella camera in cui Meredith è stata ritrovata gli investigatori pensano che fossero presenti la giovane americana e lo zairese.

Interrogatori All'alba sono stati portati in questura delle indagini sull’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher per ordine del sostituto procuratore della repubblica Giuliano Mignini che coordina l’indagine della polizia sull’omicidio. Il magistrato prima non ha voluto fornire alcuna indicazione sugli accertamenti in corso. Poi la comunicazione ufficiale: "Ci sono alcuni fermi". Il caso della studentessa inglese sgozzata nella sua camera da letto la notte di Halloween è chiuso.

Il delitto Meredith Kercher è stata trovata morta venerdì scorso intorno alle 13,30 in un’abitazione di via Sant’Antonio, non lontano dal centro di Perugia. Studentessa inglese di 22 anni dell’università di Leeds, era giunta in Italia alla fine di agosto con il programma Erasmus. All’università di Perugia frequentava corsi della facoltà di lettere. Nell’abitazione che occupava con altre tre coinquiline, due italiane e una straniera, era stata uccisa nella sua camera da letto con una violenta coltellata alla gola, probabilmente intorno alla mezzanotte tra giovedì e venerdì, quando il suo corpo era stato trovato dalla coinquilina straniera rientrata - è emerso dall’indagine - dopo una notte trascorsa fuori casa, e dalla polizia postale. Gli agenti erano giunti all’abitazione in seguito al ritrovamento di due cellulari di Meredith nell’orto di un’anziana che abita a poche centinaia di metri dall’appartamento del delitto. Gettati probabilmente lì da chi aveva ucciso la studentessa. Il corpo della giovane era in terra, quasi completamente nudo e coperto da un piumone. La porta della camera chiusa con una chiave, che non era stata trovata.