«Le merendine no global sono un errore»

Tursi riconosce: «Rischiamo di privilegiare alcuni sistemi distributivi a danno di altre realtà»

(...) importate a Bolzano. «Ho letto attentamente il bando di concorso - spiega Garbarino -, e si fonda su due elementi: su una variabile prezzo, alla quale viene attribuita una percentuale del 45 per cento e secondariamente sulla qualità. Per quanto riguarda il prezzo, in questo bando di concorso si legge che l'ammontare del canone verrà definito in modo esatto successivamente all'esperimento di una procedura di gara ufficiosa, quindi va da sé che la variabile prezzo è aggiustabile anche dopo, attraverso una gara on line. La mia curiosità invece è legata al secondo elemento quello della qualità, a cui vengono assegnati ben 55 punti di cui 40 all'offerta contenente cibi e bevande provenienti da coltivazioni biologiche o prodotti dalla rete del commercio equo e solidale. Questo mi fa un po' sorridere, perché tutti sappiamo che questo genere di commercio ha una precisa e identificabile connotazione. L'altra sottovariabile, rappresentante un 15 per cento, è l'offerta contenente interventi di pulizia e rifornimento per ogni singola macchina. Mi ha quindi stupito la necessità da parte del Comune di presentare nel bando di concorso dei prodotti del mercato equo e solidale. Mi è sembrato che per l'ennesima volta, questa giunta abbia voluto alterare le regole del commercio. Come possono le aziende nostrane liguri reperire ad esempio la mora selvatica delle Ande piuttosto che degli altri cibi?».
Il neo assessore alle attività produttive e al commercio Mario Margini ha dato ragione al consigliere azzurro. «Consigliere Garbarino - dice Margini -, lei ha sollevato un bel problema. Per quanto riguarda il commercio equo e solidale, in molte regioni esiste una normativa che definisce in modo preciso cosa si considera per questo tipo di commercio. Io e lei siamo d'accordo sul fatto che occorre una legislazione ad hoc per definire cosa si intenda con "equo e solidale". Lo spirito del bando è uno spirito certamente da valutare con grande attenzione. Ovviamente mi pare che i suoi rilievi siano giusti, perché effettivamente o noi definiamo meglio cosa intendiamo per prodotto equo e solidale o corriamo il rischio di privilegiare un sistema distributivo rispetto agli altri. Ha sollevato quindi un problema fondato e ora vediamo come riusciremo nel futuro ad affrontarlo».
A fare le spese di questo tipo «equo solidale» di concorrenza sono le aziende del capoluogo ligure specializzate nel settore (Gedam, Odac, Lbs, Pit Stop Matic, Gedag e Automatica Settentrionale) che da tempo propongono le classiche merendine. Tursi, con la risposta dell'assessore Mario Margini, che sembrerebbe in perfetta sintonia con la polemica del consigliere Roberto Garbarino, inciampa sullo «snack». Il Comune cade in piena contraddizione, e nonostante evidenzi il fatto che il bando debba essere valutato con grande cura, intanto però la «foresta» barretta di cioccolato chiamata «Compañera» verrà distribuita in tutte le macchinette comunali. Il bollino di «Altromercato» però, le garantisce dal rischio di essere identificate come prodotto da multinazionale. Elementi importanti come quello della pulizia sono stati sottovalutati. L'assessore Mario Margini anche su questo punto dà ragione al consigliere azzurro, ma nel frattempo i fatti non cambiano, perché nei distributori di bevande e merendine comunali fanno mostra di sé etichette straniere che nulla hanno a che fare con la Liguria. L'invito che il consigliere Garbarino ha rivolto all'assessore Margini in conclusione è stato questo: «Cerchi di essere un po' più equo e solidale con le aziende genovesi anche lei».

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