Meridiana compra Eurofly, ma senza Opa

Con il lungo raggio potrà compensare un ripiegamento di Alitalia da Malpensa

da Milano

Sarà Meridiana, la compagnia dell’Aga Khan, ad acquistare Eurofly, il vettore quotato in Borsa che non ha dato ai suoi azionisti gli esiti sperati. Ieri sera, a tarda ora, si è concluso a Roma un consiglio di amministrazione della compagnia sarda che ha autorizzato l’amministratore delegato, Gianni Rossi, a concludere l’operazione. La trattativa, durata circa tre mesi, ha prevalso sull’interesse espresso da altri candidati, in particolare la low cost My Air e la cordata Radici-Isabella.
L’operazione prevede l’acquisto da parte di Meridiana di una quota del 29,9% di Eurofly, dunque appena sotto la soglia dell’Opa (ieri a Piazza Affari il titolo Eurofly ha guadagnato il 5,06%). Venditore è il fondo Spinnaker (gruppo Camuzzi e Banca Profilo), che attualmente possiede una quota leggermente superiore al 44%. La cessione è sottoposta a due condizioni: l’autorizzazione dell’autorità Antitrust e lo scioglimento del vincolo di lock up cui è tenuto Spinnaker, da parte di Banca Profilo e Centrobanca, sottoscritto un anno fa al momento del collocamento in Borsa della società. Il prezzo pattuito è di 16 milioni.
Meridiana si presenterà come primo azionista di Eurofly all’assemblea prevista per il 27 dicembre in prima e per il 28 in seconda convocazione; in questo ruolo esprimerà la maggioranza del consiglio di amministrazione, mentre amministratore delegato sarà Gianni Rossi, lo stesso ad di Meridiana.
In prospettiva anche se non breve è prevedibile la fusione tra le due compagnie, operazione attraverso la quale Meridiana entrerà in Borsa. Meridiana ed Eurofly sono piuttosto diverse, e proprio questa diversità attribuisce valore industriale all’integrazione. Solo le dimensioni sono abbastanza simili (intorno ai 400 milioni di fatturato Meridiana, poco sopra i 270 Eurofly), e dalla loro somma nascerà la seconda compagnia italiana, che avrà, a sua volta, prospettive di crescita proprio grazie all’assenza di sovrapposizioni.
Meridiana ha una flotta di 17 Md 80 e di 4 A319, più due Atr 42, e trasporta 4,5 milioni di passeggeri; è ben patrimonializzata e nel 2005 ha chiuso il bilancio in utile di 2 milioni. Ma ha caratteristiche che, senza una svolta, non le assicurano un buon futuro: la sua rete è specializzata nel breve e medio raggio, quello più assediato dalle low cost, e per giunta non è attiva sui collegamenti italiani più redditizi, a cominciare dal Milano-Roma. Eurofly ha una flotta di 3 A330 (più due in arrivo), 8 A320 e un 319 «all business» al servizio della tratta Milano-New York che è stata fonte di forti perdite. Trasporta 1,6 milioni di passeggeri, e ha un buon equilibrio tra collegamenti charter e linea, e tra medio e lungo raggio. I problemi di Eurofly, che chiuderà l’anno con una perdita stimata tra i 12 e i 15 milioni, sono collegabili a una gestione che non ha saputo valorizzare adeguatamente la flotta, e che ha dovuto affrontare vari «incidenti di percorso».
Le due compagnie - che hanno una struttura di costi simili, anche se non particolarmente bassi - insieme potranno ampliare significativamente la gamma di prodotto e aumentare, con la massa critica, anche il proprio potere contrattuale nei confronti dei costruttori, visto che la flotta di Meridiana necessita di un aggiornamento.
All’operazione deriveranno ricadute importanti anche dal futuro assetto di Alitalia, qualunque esso sia. Se questa unirà i suoi destini a quelli di Air One, sarà inevitabile la «liberazione» di un cospicuo numero di ricchi slot da Linate, di cui la nuova compagnia potrebbe appropriarsi; se Alitalia ripiegherà su Fiumicino, alleggerendo la sua presenza a Linate, una compagnia con potenzialità nel lungo raggio potrà colmare i vuoti su Malpensa, presidiando il ricco bacino del Nord Italia.