Merighetti, che discesa È la regina di Cortina

Cortina d’AmpezzoUn sabato da ricordare per lo sci italiano: mentre Alessandro Pittin concede il bis nella combinata nordica con un recupero dei suoi e vittoria al fotofinish, a Wengen Christof Innerhofer sale sul podio della discesa alle spalle dello svizzero Beat Feuz, il nuovo numero 1 della velocità mondiale, e di Hannes Reichelt, l’austriaco che lo precede di soli 5 centesimi.
La ciliegina però arriva da Cortina, dove Daniela Merighetti trionfa in discesa regalando allo sci femminile azzurro la vittoria che mancava dal 7 dicembre 2008, Nadia Fanchini prima nel superG di Lake Louise. In discesa l'ultima vittoria era stata di un'altra Fanchini, Elena, nel dicembre 2005 sempre a Lake Louise. Daniela Merighetti prosegue così la saga delle velociste bresciane e lo fa sulla sua pista preferita battendo, udite udite, Lindsey Vonn e Maria Hoefl-Riesch, le regine dello sci mondiale. Sul podio, Dada sparisce quasi fra l'americana e la tedesca che la sovrastano in altezza, ma le bandiere e l'inno e il tifo e gli occhi di tutti sono solo per lei, che non sta più nella pelle e si gode il momento atteso da una vita dedicando la vittoria «a Dada, perché non ha mai mollato e ci ha sempre creduto».
Da troppo tempo, da troppe gare questa trentenne era lì con le più forti, spesso anche davanti. Quante volte aveva battuto tutte in prova o all'intertempo? Alla fine a parlare erano però le classifiche e lei, per un motivo o per l'altro, non era mai andata oltre il quarto posto. «Ma questo non è il mio primo podio!», tiene a precisare. Già, nel 2003, ad Are, Daniela era finita seconda in un gigante. Una serie di infortuni aveva poi frenato la sua crescita e il ritorno al vertice era avvenuto nella velocità.
«Dada è tenace, testona e coraggiosa» assicura Raimund Plancker, calmo e serafico come sempre ma felice come mai per la prima vittoria della sua gestione da direttore tecnico. Anche Vonn e Riesch, dopo essersela presa col vento che le avrebbe frenate, sorridono e in coro elogiano l'azzurra «anche se onestamente non ce l'aspettavamo davanti». E invece… Ieri la Merighetti ha fatto la gara perfetta, sciando con intelligenza e originalità tattica. Il vento le è stato amico, ma nessuno parla di fortuna, anzi. Con un tutore al pollice della mano sinistra, fratturato e da operare (domani), l'azzurra è stata la migliore da cima a fondo. «Si scia con le gambe, non con le mani, nessuna scusa» aveva detto alla vigilia, quando forse sentiva la vittoria nell'aria, «perché prima o poi dovrà toccare anche a me, no?».