«Il merito del trionfo? È di mia sorella indovina»

«Ha sognato vittoria e tempo, come a Madrid»

da Montreal Magnini come si sente. Un campione? «Mi sento benissimo, mi sento uno che ha realizzato una cosa bellissima. Ho avuto complimenti da tutti». A quando quel tatuaggio: quello con i cinque cerchi che ha sempre desiderato? «Vuol dire se sono sempre convinto di provare il grande slam? Europei, mondiale, olimpiade? Ebbene sì. Tutto cominciò con l’oro dell’anno scorso agli europei di Madrid». Ovvero? «Sono amico di Rosolino ed allora scherzando ho detto: se Max è riuscito a vincer tutto, perché non ci posso riuscire anch’io?». Dunque? «Dunque proverò il grande slam: l’anno scorso ero a un terzo dell’opera, ora sono a due terzi. Vediamo se riusciamo a conquistare l’oro più affascinante». Facile a dirsi... «Vero, ma quando voglio qualcosa riesco ad ottenerlo. In questi 100 ne ho fatti morire tanti. Sono qui, pronto. Certo dovrò riconfermarmi in questi anni. Vietato dormire». Chissà come saranno stati felici i suoi genitori... «Mi hanno ringraziato, erano parole gonfie di orgoglio e felicità. Sono felice anche perché ho una sorella che è una splendida indovina. A Madrid aveva sognato risultato e tempo. E qui è capitata la stessa cosa».