Merkel rimandato, fiducia a Caracciolo

(...) L'Atalanta senza punti di penalizzazione sarebbe prima in classifica e non è facile vincere in casa della Lazio. Finora siamo riusciti a segnare due gol a partita, una media stratosferica. Più di così non so cosa pretendere da questa squadra. Se avessimo fatto solo due punti, cosa succederebbe? La guerra? Io ho tanto entusiasmo. Non mi ferma una sconfitta o un pareggio». Si ritorna alle critiche post-Chievo: «I cambi erano perfetti. Non lo dico per presunzione. Li avrebbe fatti anche un bambino dell'asilo. Jorquera l'ho tolto perché era stanco. Palacio finora aveva giocato tutte le partite. È normale che esca. Se non vogliamo perderlo per due mesi, dobbiamo gestirlo. In questo momento le critiche non ci stanno. Non le capisco e non le accetto. Tutto questo toglie entusiasmo. Spero che la gente ci stia vicino perché qualche soddisfazione possiamo regalargliela».
Magari già contro il Parma. La sfida dei molti ex. Antonelli, Bovo, Frey, Moretti da una parte. Modesto, Lucarelli, Floccari, Crespo (ko per infortunio), Palladino dall'altra. Anche Malesani è un ex. Non per questo si aspetta un trattamento di riguardo. «Dove ho vinto mi fischiano, dove non ho vinto mi vogliono bene». A Parma ha vinto una supercoppa italiana, una coppa Italia e una coppa Uefa. Fischi assicurati. Rispetto alla gara contro il Chievo, Malesani preannuncia poche novità. Rossi torna a disposizione dopo l'infortunio per sistemarsi a destra. Antonelli dovrebbe spuntarla su Moretti. Al posto di Dainelli squalificato ci sarà Bovo. Malesani para le critiche all'ex rosanero («Contro il Chievo ha fatto molto meglio che contro il Catania») e a Constant: «Sta migliorando. Nella sua carriera ha avuto spesso dei passaggi a vuoto, ma è giusto che anche lui ci metta del suo». Promosso Jorquera, rimandato Merkel. «Deve saper aspettare», dice Malesani che in attacco potrebbe concedere ancora fiducia a Caracciolo. La formazione: Frey, Rossi, Bovo, Kaladze, Antonelli (Moretti), Veloso, Kucka, Constant, Jorquera, Palacio, Caracciolo.
Francesco Gambaro