Merkel-Sarkò: se crolla l'Italia, crolla l'Euro

Il commissario Ue agli Affari economici Rehn alla Camera: "Eurobond? Non bastano, ma per l'Italia obiettivi raggiungibili". Preoccupa la disoccupazione giovanile. Un comunicato di Palazzo Chigi rivela alcuni particolari del vertice trilaterale di ieri a Strasburgo, piena fiducia all'Italia ma con avvertimento ben preciso: "Consapevoli che un nostro crollo porterebbe inevitabilmente alla fine dell’euro, provocando uno stallo del processo di integrazione europea dalle conseguenze imprevedibili". <a href="/interni/monti_ginocchio_merkel_ma_piano_eurobond_fallisce/25-11-2011/articolo-id=558658-page=0-comments=1" target="_blank"><strong>Monti in ginocchio dalla Merkel</strong></a>

Gli Eurobond non sono una panacea. Ne è convinto il commissario Ue agli Affari economici, Olli Rehn che, durante un'audizione alla Camera ha ricordato come da soli quelli che vengono chiamati "stability bond" non sarebbero sufficienti a risolvere la crisi sui debiti pubblici dell’area euro. In ogni caso è necessaria "una vigilanza molto rafforzata sulle politiche di bilancio". Senza dimenticare che gli eurobond non piacciono a molti: "Ho avuto un utile scambio di vedute con la Confindustria tedesca, con 2.000 imprenditori e datori lavoro, e vi posso dire che c’è un certo scetticismo e occorreranno forti sforzi prima che l’opinione pubblica tedesca e di altri Paesi possa essere convinta sugli Eurobond", ha detto Rehn.

In ogni caso, al momento è "fondamentale convincere gli investitori che stiamo prendendo le decisioni necessarie per affrontare la crisi", ha sottolineato il commissario. Il contagio dei debiti pubblici, infatti, "si sta diffondendo dai paesi periferici" ai paesi centrali anche se gli Stati "vulnerabili" - Italia compresa - "stanno irrobustendo i loro bilanci". Preoccupa però l'economia dell'intera Europa che, dopo la "costante ripresa economica sia pur modesta che avevamo vissuto da metà 2009 si trova oggi in fase di stallo" e "non sono previsti miglioramenti nei
mercati del lavoro". Uno stop che "renderà più complesso il miglioramento delle finanze pubbliche".

Per quanto riguarda il nostro Paese, poi, secondo Rehn "ha davanti sfide formidabili, anche per debolezze antiche. Oltre al consolidamento di bilancio servono misure ambiziose misure per rilanciare la crescita, garantendo equità sociale". Tutti obiettivi "raggiungibili", nonostante come in Spagna sia "preoccupante la disoccupazione giovanile".

Il commissario plaude all'ampio consenso in Parlamento - quello che va "da Don Camillo a Peppone", scherza - perché "riflette l'esigenza di un cambio di marcia nella politica" e permetterà a Monti di "progredire sulla strada delle riforme è dipendente dal grado di consenso politico e sociale. L'ampio consenso in parlamento".

Al termine dell'incontro con il premier Olli Rehn ritorna sulla situazione italiana, ribadendo sostanzialmente quanto detto in precedenza. Sottolinea che il Paese "ha le carte in regola per superare la crisi", perché disponde di "fondamentali economici solidi". Il commissario descrive poi il suo colloquio con Monti, un "ottimo" incontro, a cui hanno partecipato anche alcuni membri del nuovo governo, come i ministri Elsa Fornero e Corrado Passera. Rehn ha ribadito l'urgenza della sfida italiana, "forte e drammatica", con la certezza però che il Paese saprà superarla. In conclusione ha mostrato il suo appoggio per "il programma del governo, che gode di ampissimo sostegno".

Ribadendo la necessità di un ruolo forte per l'Italia in Europa, il Commissario ha però voluto sottolineare con forza il problema dello spread che, "se resterà elevato anche in futuro" potrà "impattare negativamente sull'economia del Paese". E conclude: "Non vedo alcuna tendenza a un crollo dell’Euro".

Continua la road map dell'Unione europea nei confronti dell'Italia e dei Paesi a rischio. Martedì prossimo la Commissione presenterà "una prima relazione" all'Eurogruppo, mentre "il 13 dicembre arriveranno le nuove disposizioni, tra le quali anche le sanzioni automatiche per chi viola le norme del Patto di stabilità". Ma le previsioni sono ottimistiche: "Abbiamo circa 160 miliardi di euro impegnati complessivamente rispetto alla dotazione del Fondo di Stabilità; dunque abbiamo ancora munizioni che possono essere utilizzate e incrementate".

Al termine del Consiglio dei Ministri  un comunicato ufficiale di Palazzo Chigi rivela alcuni particolari del vertice trilaterale tenutosi ieri a Strasburgo tra Francia, Germania e Italia. Da Merkel e Sarkozy arriva una fiducia piena al governo del professor Monti, ma nella consapevolezza "che un nostro crollo porterebbe inevitabilmente alla fine dell’euro, provocando uno stallo del processo di integrazione europea dalle conseguenze imprevedibili"