Merkel sfida i sondaggi e si ricandida nel 2013

Da provvisoria a insostituibile. La cancelliera tedesca da due legislature, ha esordito alla guida della Cdu nel 1999, quando Kohl si ritirò. L'annuncio durante una intervista: "Se la Spd avrà un candidato lo sfiderò"

Berlino Nulla dura più a lungo del provvisorio. Chi ha dubbi sulla saggezza di questo detto, deve guardare alla vicenda di Angela Merkel: esempio clamoroso ed estremamente convincente di quanto sia conveniente, per chi in politica voglia durare a lungo, occupare una carica in base ad un accordo che ha tutte le caratteristiche della provvisorietà. Nel 99 quando Helmut Kohl, in seguito allo scandalo dei fondi neri, fu costretto ad abbandonare la scena politica, i potenziali successori, per evitare una guerra fratricida che avrebbe ulteriormente danneggiato il partito, decisero di affidare la guida della Cdu ad un personaggio che ai loro occhi aveva tutti i numeri della soluzione provvisoria e quindi il vantaggio di riaprire la lotta per la successione in tempi più propizi.

Dodici anni dopo il personaggio prescelto per durare poco, Angela Merkel, è ancora al suo posto.
Non solo. Nel frattempo alla carica di leader della Cdu, l'Unione cristianodemocratica, da sempre nonostante alti e bassi il maggior partito tedesco, Angela Merkel ha aggiunto quella di Cancelliera per ben due legislature: prima alla testa di una coalizione di centrosinistra, la "Grossekoalition" con i socialdemocratici, poi di una coalizione di centrodestra, l'attuale, con i liberali. Ed ora annuncia di volersi candidare per un terzo mandato quando tra due anni ci saranno le elezioni politiche.

L'annuncio della ricandidatura è stato dato secondo il tipico stile della Merkel che è quello del basso profilo: senza solennità, senza squilli di tromba ma in modo pacato, quasi casuale. Durante un'intervista televisiva le è stata chiesta la sua opinione sul probabile candidato socialdemocratico alla Cancelleria, l'ex-ministro delle Finanze Peer Steinbruck. Risposta: «Se i socialdemocratici avranno un loro candidato sarò ben lieta di confrontarmi con lui». E quando l'intervistatore le ha fatto presente che secondo i sondaggi Steinbruck è più popolare di lei (43 punti contro 37), la Cancelliera ha sdrammatizzato evitando asprezze polemiche: «Mancano ancora due anni alle elezioni, quando inizierà la campagna elettorale mi impegnerò con tutto il mio entusiasmo».

Il basso profilo è un altro degli ingredienti che hanno aiutato la Merkel nella sua ascesa politica. Quando debuttò nessuno avrebbe scommesso che un personaggio con i suoi connotati sarebbe andato lontano. Era donna e al tempo dei suoi primi passi la politica tedesca era fortemente maschilista, veniva dall'est e questo non contribuiva a renderla popolare nella Germania che conta, quella dell'ovest, era luterana in un partito a predominanza cattolica e in più il suo aspetto fisico, notevolmente migliorato con il successo, non era certo quello di una donna che ferma gli orologi. Il Bild Zeitung la definì la donna peggio pettinata del Parlamento. Ma aveva un curriculum accademico di primo ordine: laureata in fisica con il massimo dei voti, ricercatrice presso l'Istituto delle Scienze della Ddr. Kohl, alla ricerca di collaboratori capaci ma non in grado di dargli ombra, mise gli occhi su di lei e le affidò il ministero dell'Ambiente.

Ma fino all'ultimo, quando si riferiva a lei, continuò a chiamarla "das Maedchen", la ragazza. E la ragazza, pur avendo diritto all'appellativo di Frau Doktor, in Germania ambitissimo, sopportava ben conscia dei vantaggi del basso profilo.
Una ascesa clamorosa che tuttavia non si spiegherebbe senza la capacità della "ragazza" di un tempo di mostrare gli artigli quando necessario. Nei lunghi anni al potere è riuscita ad allontanare tutti gli avversari interni: i due potenti governatori dell'Assia e della Baviera, Koch e Stoiber, trovandosi sbarrata la strada per la Cancelleria, hanno abbandonato la politica e Wulff, governatore della Bassa Sassonia, altro temibile concorrente, è stato promosso alla carica di Presidente della Repubblica.

Ed ora che ha annunciato la sua ricandidatura ha dato prova anche di capacità manovriera. Quasi contemporaneamente all'annuncio ha dato il via ad una riforma per alleggerire la pressione fiscale sui redditi medio bassi. E quando si voterà per lei o per Steinbruch gli eletttori ne terranno conto.