Merlo attacca Fincantieri: «Politica risibile e chiacchiere»

«Sono costretto a constatare l’assenza di proposte per l’area Fincantieri - dice il presidente del porto Luigi Merlo - manca un piano industriale per il futuro di Genova. A marzo scadono le concessioni. Da marzo in poi finiscono le commesse e migliaia di lavoratori rimarranno a braccia conserte. L’azienda deve dire quale politica vuole seguire e si dovrebbe preoccupare anche per il futuro dei dipendenti genovesi. Finora, posso constatare che la politica di Fincantieri è stata soltanto dilatatoria. Ci sarebbero soluzioni, come la rottamazione di vecchi traghetti e navi a combustibile tradizionale, da sostituire con quelli nuovi a propulsione a gas naturale, come ci chiede l’Europa. Le bio-navi possono essere costruite da Fincantieri, ovviamente a Sestri Ponente. In tal senso, ho ascoltato la disponibilità di alcuni armatori. Invece, dall’azienda non ho ricevuto niente e in giro ho ascoltato soltanto progetti risibili e chiacchiere». «Il presidente Merlo faccia il presidente del porto - replica Fincantieri - rimanga al suo posto e si occupi delle sue competenze».
Botta e risposta. Anzi, uno scontro frontale. L’attacco di Merlo è arrivato un’altra volta ieri a fine dell’intervento in consiglio provinciale, dove il numero uno dell’Autorità Portuale non ha avuto peli sulla lingua. «Nonostante la crisi - ha continuato Merlo - il porto va bene, ma Fincantieri la sta tirando alle lunghe. Non vorrei che quelle riserve, alla fine, penalizzassero troppo Genova. Fermo restando che con il governo precedente c’è stato un rapporto di massima e reciproca correttezza, anche Fincantieri si deve allineare al nuovo corso nello spirito di trasparenza e novità lanciato dal governo Monti. Per quanto riguarda la privatizzazione del porto di Genova, ricordo che il Demanio non si può privatizzare. Invece, si potrebbero istituire delle Spa pubbliche, in grado di competere con business anche all’estero, conformando le regole a quelle già in vigore negli altri porti europei». Ieri i consiglieri provinciali hanno ribadito il loro appoggio, in modo bipartisan, alla gestione portuale targata Pd-Merlo.
Il presidente dell’Autorità portuale, ex assessore regionale, ieri ha «esternato» pure sull’uso delle auto blu, non risparmiando alcune «frecciatine». Alcuni «compagni» del centrosinistra ed ex colleghi della regione hanno rinunciato all’autista, ma non avrebbe fatto altrettanto sua moglie ed assessore alle Infrastrutture Raffaella Paita. «Chi usa l’autista per servizio può fare bene, ma io vado a lavorare in treno e pago l’abbonamento da 204 euro».