Merola inciampa ancora. Nel ragù

Se Bologna è nota come «la grassa», la campagna elettorale per le amministrative non poteva esimersi dal giocare la partita anche a tavola. Piatto forte: le tagliatelle al ragù. Preparate con arte dalle mani delle «sfogline», uno dei piatti tipici della cucina emiliana si è oggi trasformato nell’arma di attacco di Manes Bernardini, candidato del centrodestra (nato leghista) nei confronti dell’avversario democratico Virginio Merola. Se Bologna non ha mai perdonato all’ex sindaco Sergio Cofferati di aver versato del vino nel brodo dei tortellini, l’uomo che allora era solo un assessore, oggi da candidato, si è spinto ben oltre. Il democratico, infatti, ha dichiarato che, trapiantato a Bologna da Caserta, odiava la pasta al ragù perché «gli faceva schifo». I gusti sono gusti, ma il leghista, palla al balzo, ha dedicato alle tipicità bolognesi un’intera serata. Resta solo un dubbio: chissà come l’avranno presa i compagni emiliani Prodi, Bersani, Franceschini e tutte le «sfogline» delle Feste dell’Unità.