Mesciulam si fa in tre per «Galois»

Francesca Camponero

Fino a sabato 5 novembre, sul palcoscenico della Casa di Paganini, è in programma lo spettacolo di produzione del Teatro Stabile di Genova «Galois», per la regia di Marco Sciaccaluga.
Il testo del giovane drammaturgo genovese Luca Viganò, racconta la storia del matematico francese coinvolto nei moti rivoluzionari del 1830, che morì in duello, a solo vent’anni in circostanze misteriose.
Come dice l’autore, Evariste Galois è «un tragico eroe romantico», che piace e affascina ancora le menti dei giovani. Il fatto che fosse un matematico invece di un poeta rende ancora più appassionante la sua storia ai limiti del romanzo.
Potremmo dire che il suo personaggio è molto attuale oggi che nel 1800, e il motivo è che ora come ora la scienza ha una parte sempre maggiore nella vita quotidiana anche di chi non è del settore. Per questo agli occhi dei giovani spettatori indubbiamente Galois appare molto accattivante e coinvolgente.
Anche la frase: «Non ho più tempo», spesso ripetuta dal protagonista che scandisce la consapevolezza che la sua fine avverrà a breve, sembra scritta per un ragazzo del 2000, la cui vita risulta sempre più precaria e frenetica per il ritmo travolgente a cui si è abituato e da cui è carpito volente o nolente Evariste Galois è adeguatamente interpretato da Flavio Parenti che del matematico francese ha anche la somiglianza fisica.
I ruoli dei tre professori sono tutti sostenuti da Massimo Mesciulam, che riesce a dare ad ognuno di loro la diversità appropriata voluta dal testo. Mesciulam è anche il rivoluzionario Raspail, a cui l’attore affida forza e carisma degni di un trascinatore del popolo. Di rilievo anche l’interpretazione di Massimo Cagnina nel ruolo di Georges Lebas, membro della società degli amici del popolo. Non risparmiano entusiasmo e passione gli altri attori, tutti provenienti dalla scuolo dello Stabile, che sono: Luca Giordana (Vincent), Pietro Tammaro (Auguste), Giulia Ragni (Stephanie), Matteo alfonso (Custode dell’Ecole).
Penalizzata, rispetto alla presentazione fatta al Duse il gennaio scorso, è l’acustica. Purtroppo il palco della Casa di Paganini, ha sopra di sé una bella volta ricca di affreschi, ma è poco adatto a spettacoli di prosa.