Un mese e mezzo nelle mani dei rapitori

Il 10 giugno il missionario del Pime, nelle filippine dal 1980, oroginario di Abbiategrasso, fu rapito da un commando armato mentre si
recava in chiesa per celebrare la messa vicino al villaggio di
Bulawa, nella provincia meridionale di Zamboanga Sibugay

Roma - Ha trascorso quasi un mese e mezzo con i rapitori, padre Giancarlo Bossi. Ecco una cronologia dei principali sviluppi della vicenda.
10 giugno
: padre Giancarlo Bossi, missionario del Pime (Pontificio istituto missioni estere), nelle Filippine dal 1980, e originario di Abbiategrasso (Milano), è rapito da un commando armato di dieci uomini e fatto salire su un battello, mentre si recava in chiesa per celebrare la messa vicino al villaggio di Bulawa, nella provincia meridionale di Zamboanga Sibugay.
18 giugno: padre Gianni Sandalo, superiore del Pime nelle Filippine, annunciato l'avvio dei primi contatti con i rapitori, ma la notizia è smentita dalla Farnesina e dalla nunziatura apostolica a Manila.
1 luglio
: il centro destra accusa il governo di non fare abbastanza per padre Bossi e di distinzioni tra 'ostaggi di serie A e di serie B', alludendo ai casi Sgrena e Mastrogiacomo. Per il ministro degli Esteri D'Alema si tratta di "polemiche infondate".
5 luglio
: arriva nelle Filippine, in missione speciale per conto del governo, Margherita Boniver, deputata di Forza Italia, ex sottosegretario agli Esteri.
6 luglio: foto e video del missionario sono diffuse via mms. Padre Bossi appare dimagrito e con la barba più lunga, ma in buone condizioni. La Farnesina invita però alla cautela, non essendo possibile datare le fotografie.
8 luglio: per il governo di Manila responsabile del rapimento sarebbe il gruppo Abu Sayyaf, frangia radicale legata ad al Qaida. Per i confratelli, padre Bossi è invece ostaggio di una banda di malviventi.
9 luglio: ai giornalisti che lo accolgono all'arrivo a Lorenzago di Cadore, papa Benedetto XVI dice:"Il mio pensiero va ogni giorno a padre Bossi".
10 luglio: in un incontro tra padri del Pime, polizia locale, esercito, autorità filippine e ambasciata italiana è deciso di designare un mediatore unico per le trattative. Il giornale di Manila 'Philippine star' scrive di un sms che il missionario italiano avrebbe inviato ad un amico, ma sia Farnesina sia Pime lo ritengono inattendibile.
16 luglio: l'agenzia vaticana missionaria 'Fides' scrive che si aspettano da un momento all'altro "sviluppi positivi" per la sorte di padre Bossi.
19 luglio: prima dell'annuncio della liberazione dato in serata dal premier, la Farnesina riferisce che nelle Filippine "ci sono attività in movimento". "Siamo in una fase delicata nella quale manteniamo la necessaria discrezione", aggiungono dal ministero degli Esteri.